Bucky ti sbagli: Falcon ha rifiutato lo scudo perché questa non è la sua America
The Falcon and the Winter Soldier cambia il significato di un'importante frase di Avengers Endgame e ci porta dove la Marvel non è mai stata
Per i Marvel Studios non è più il momento di decostruire l’ideale di eroe. Tutto questo è già stato fatto. Ora si guardano le macerie, quello che resta dei simboli e delle speranze di giustizia. Si riflette sui calcinacci di un edificio impossibile da ricostruire.
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Il nuovo Cap deve fronteggiare anche lui lo stesso problema: non è ancora un eroe, e forse non serve che lo sia. La sua persona è un messaggio, un significato; è comunicazione. Quindi il suo lavoro è salvare la Terra tanto quanto rilasciare interviste, mostrarsi alla nazione con pompose conferenze stampa. Steve aveva capito che per essere significativi bisogna anche essere credibili. Va quindi sul campo e si guadagna la fama, cerca di incidere sulle situazioni senza limitarsi a ispirare e delegare. Combatte per la causa in cui crede, nel paese che crede in lui. C’è identità tra Captain America e Steve Rogers: bianco, biondo, americano nel DNA, cresciuto nella scia dell’unità nazionale.
Per Falcon, Sam Wilson, non è così. The Falcon and the Winter Soldier cambia il significato di uno dei dialoghi più toccanti di Avengers: Endgame. Quando l’anziano Steve consegna lo scudo a Falcon gli chiede: “Come ti sembra?”. Sam risponde: “mi sembra di qualcun altro”.
E invece in The Falcon and the Winter Soldier scopriamo che quel “mi sembra di qualcun altro” non è un’opinione. È un fatto. Perché l’America è ancora bianca, non è ancora in grado di guardare oltre chi l’ha sempre condotta e per questo è destinata a schiantarsi.
Sam è indebitato economicamente, ma la serie fa di tutto per mostrare quanto il debito l’abbia l’America nei confronti dell’eroe. È, nella metafora, un richiamo nemmeno troppo velato a come le minoranze etniche siano state sfruttate e marginalizzate per il benessere di pochi. Sarà interessante ascoltare cosa avrà da dire a riguardo Isaiah Bradley, personaggio svelato nel secondo episodio.

Bucky accusa l’amico di avere tradito Steve, il suo ideale e la sua scelta, avendo svenduto lo scudo ad altri. Alla fine del primo episodio è chiaro il messaggio verso la comunità nera. Nessuno regalerà mai nulla in questi Stati Uniti, nonostante le molte parole buone. E soprattutto ogni lasciata è persa. Falcon aveva l’occasione di portare la comunità nera ad essere finalmente riconosciuta. Esita, lascia un vuoto, che viene prontamente riempito dall’élite dominante. Dai bianchi, ricchi, internazionali, mediaticamente esposti e finanziati dal sistema. Come a dire: se non ci si prende ciò che è propio di diritto, sarà qualcun altro a farlo.
Si scinde così un rapporto di reciprocità che Steve, nella sua bonaria ingenuità, non ha voluto vedere. “Questo scudo mi sembra di qualcun altro”, significa che appartiene letteralmente ad un altro tipo di persone. A quelle che hanno tempo di appassionarsi a figure guida che li ispirino, perché non devono lottare per arrivare a fine mese, perché hanno tempo di crescere e inseguire i propri sogni.
In The Falcon and the Winter Soldier vediamo un angolo di mondo che ancora i cinecomics non avevano avuto il coraggio di esplorare (nemmeno Black Panther). È un luogo di consapevolezza. È una visione chiarissima e dura delle bugie che amiamo raccontarci. Il blip, un evento catastrofico su scala globale, ha acuito le differenze, ha ristretto la globalità a piccoli gruppi di interesse. Ed è da qui che i salvatori della patria, a cui non crede più nessuno, devono iniziare a fare i conti.