Vite Digitali: MediEvil e l'eterno ritorno di Sir Daniel Fortesque | Speciale
Nell'episodio di questa settimana di Vite Digitali abbiamo deciso di ospitare Sir Daniel Fortesque, protagonista del celeberrimo MediEvil
Nonostante risalire ai dati di vendita corretti sia ora molto complesso, MediEvil si dimostrò senza dubbio un successo di pubblico e di vendita, spingendo i dev a realizzarne un seguito, uscito poco più di un anno dopo il suo predecessore. Anche le nuove avventure del simpatico scheletro senza un occhio riuscirono a divertire i videogiocatori, perfezionando anche alcuni elementi di gameplay del primo capitolo, ritenuto eccessivamente antiquati.
Ma, a quanto pare, non era ancora giunto il momento per mettere una pietra sopra la tomba del valoroso guerriero non-morto. Nel 2005, Sony pensò bene di realizzare un remake del primo episodio per PlayStation Portable, aggiornando alcune meccaniche, ma mantenendo la trama originale. Una nuova linfa vitale che, però, si spense abbastanza rapidamente, facendo precipitare Dan (nomignolo con il quale è conosciuto il protagonista) nuovamente nell'oblio.
Ancora una volta, però, l'azienda nipponica decise di riportare in vita il franchise, con una nuova versione del primo capitolo, sviluppato dai ragazzi di Other Ocean Interactive. Uscito il 25 ottobre 2019, MediEvil è tornato tra i vivi, raccogliendo i consensi dei fan di vecchia data, ma dimostrandosi un brand fuori tempo massimo e non venendo particolarmente apprezzato dalla critica e dal pubblico moderno.
Con queste domande nella testa, abbiamo deciso di ospitare il simpatico scheletro nell'episodio di questa settimana di Vite Digitali. Per coloro che ancora non lo sapessero, Vite Digitali è la rubrica domenicale dedicata ai principali personaggi dell'industria videoludica e al loro impatto emotivo sui giocatori, alla costante ricerca di nuove storie da vivere. Il tutto, ovviamente, rigorosamente senza spoiler, nella speranza di invogliare nuovi giocatori a mettere le mani sul titolo in questione!
Ma partiamo dall'inizio.
Il protagonista di MediEvil è, alla fine, una persona qualunque. Un bugiardo che, in seguito a un errato passaparola, viene ricordato da tutti come l'eroe che salvo il regno (che, in verità, non venne mai salvato davvero). Già questo basterebbe per farci stare simpatico Dan, ma è anche il suo approccio comico a un'atmosfera dai toni cupi e disturbanti a colpire il pubblico di videogiocatori.
Avete notato, infatti, come un horror sia tale anche in base alla reazione del protagonista, che va a coinvolgere in prima persona il fruitore dell'opera? L'immedesimazione, infatti, è la chiave dell'empatia!
È un peccato, però, che si preferisca continuare a spremere del succo da un frutto ormai prosciugato, piuttosto che, per rimanere coerenti con la metafora, piantare un nuovo seme per il futuro della serie. Il primo MediEvil è un titolo senza dubbio di qualità, per il 1998. Nel 2020, purtroppo, è normale che il gameplay risulti anacronistico e, in più di un'occasione, davvero scomodo. La soluzione da applicare, quindi, non è quella già attuata con i già citati Crash Bandicoot e Spyro, ma si sente la necessità di svecchiare la parte ludica di un'IP ormai fuori tempo massimo.
Una soluzione che, ci auguriamo, gli sviluppatori decidano di attuare prima o poi. Perché, in caso contrario, forse è meglio che Sir Daniel Fortesque continui a riposare nella propria tomba, piuttosto che venir ucciso a ogni nuova iterazione del primo capitolo.