Con l’arrivo di Persona 5 Royal, uscito il 31 marzo dello scorso anno, il cervello di chi vi scrive ha fatto un improvviso salto in avanti. Ma partiamo dall’inizio.

Per chi come me ha vissuti gli anni Ottanta e Novanta dell’industria videoludica, il supporto fisico è sempre stato una certezza e un desiderio fisico. L’idea di uscire di casa per acquistare un nuovo videogioco dal proprio rivenditore di fiducia era un’esperienza appagante almeno quanto il gioco stesso. La sensazione di entrare nel negozio, sperando di poter trovare una copia del titolo in questione. La risposta affermativa da parte del commesso e quel momento nel quale il nostro personale eroe della giornata andava in magazzino a cercare il titolo tanto atteso. L’uscita dal negozio e il ritorno a casa, dove il gioco veniva scartato e avviato in tempo zero. Quel libretto che ora tanto rimpiangiamo lasciato nella custodia a prendere polvere, perché, dopotutto, rimpiangiamo le cose solam...