Che la serie di videogiochi Uncharted sia molto debitrice ai film di Indiana Jones lo sappiamo bene e non lo scopriamo di certo ora, arrivati alla quarta avventura. Riprendendo l’idea dietro Tomb Raider, che timidamente ripassava alcuni luoghi comuni di Indiana Jones, i giochi Naughty Dog mirano esplicitamente al mondo Amblin (la casa di produzione di Spielberg dietro ad altri film come I Goonies), a quell’idea di avventura, alla glorificazione del prendere parte alla grande impresa esotica, tra magia e mitologia.

Rispetto ai precedenti però Uncharted 4: Fine di un ladro è decisamente più sfacciato, la scrittura così precisa, delicata e sofisticata di Straley e Druckmann sembra avergli dato più coraggio e così anche lo sguardo verso Indiana Jones si è fatto più esplicito. Alle volte sono dettagli che possono apparire piccoli, in altri casi sono interi tronconi di trama, svolte importanti, idee di fondo o segmenti presi di peso, di certo l’obiettivo è sempre quello di ricalcare quel fascino, scegliere tutto quello che donava personalità e desiderio a quei film, imitare Spielberg in un altro medium.

 

ATTENZIONE: può contenere SPOILER!

 

1. Il prologo nel passato

Innanzitutto c’è il prologo che richiama subito I Goonies, con Nathan Drake da piccolo che trova un’avventura dietro l’orfanotrofio in cui vive, che evade dalla quotidianità per trovare l’esotismo più spinto assieme al fratello. Però con un prologo determinante (perché lì stanno gli oggetti e gli spunti che serviranno al resto della storia) parte anche Indiana Jones e l’ultima crociata. Indy da giovane fa il primo incontro con l’archeologia avventurosa, come i fratelli Drake con l’ingresso in un mondo da esplorare (“Chissà come dev’essere trovare queste cose per primi” dice ad un certo punto Nathan a Sam mentre girano nella casa in cui sono entrati di nascosto).
Soprattutto Indiana Jones incontra suo padre (già intento a lavorare alla ricerca del Graal) e il film stabilisce lì il rapporto che i due si porteranno dietro nel resto della storia, come quell’inizio fissa la maniera in cui i due fratelli Drake interagiscono e cosa li leghi al pirata Avery.

 

 

E dopo il prologo da giovane arriva…

 

2. L’entrata in scena del protagonista

…il primo piano di Harrison Ford sorridente, con una transizione dal cappello suo da giovane e quello di lui adulto, che fa pensare ad un momento tranquillo ma è subito rotto dall’arrivo in pieno volto di un cazzotto, che invece mostra come siamo già in una situazione d’azione (su una nave in tempesta). Si vede nel video qua sotto a 5.46.

 

 

Così entra in scena anche Nathan Drake, con una transizione dal suo volto da bambino a quello da adulto, in un primo piano e con un cazzotto ricevuto (lui è in una rissa in carcere).

 

 

Certo, non è la vera e propria entrata in scena del protagonista, perché in realtà il gicoo si apre in media res, con una corsa in motoscafo che un colpo interromperà per far partire il grande flashback dall’infanzia, quello che dopo circa 15 capitoli ci porterà di nuovo lì, alla notte di tempesta sul motoscafo. Eppure anche lì, anche in quella prima vera scena del videogame c’è una soluzione spielberghiana.

 

3. Dal dettaglio all’azione

Questa è un po’ più raffinato come parallelo e può sembrare aleatorio, può sembrare cioè che sia un paragone forzato ma non è così. Spielberg spessissimo in tutto Indiana Jones (ma anche in altri film) inizia una scena da un dettaglio, inquadrando qualcosa da molto vicino e lasciando intendere che ci troviamo in una certa situazione, poi allargando l’inquadratura svela che invece siamo in un’altra (accade all’inizio di Indiana Jones e il teschio di cristallo ad esempio).

 

 

Così inizia pure Uncharted 4: Fine di un ladro, inquadrando un parabrezza battuto dalla pioggia su cui lavorano i tergicristalli. Allargando l’inquadratura però scopriamo che siamo in motoscafo e che siamo in una fase concitata, in una fuga disperata.

 

 

4. Le trappole

Sono invece omaggi molto più smaccati i molti modi in cui il gioco lega insieme prove da superare e luoghi esplorati. Ad esempio l’espediente con il quale il passaggio su un tassello del pavimento fa in modo che si chiuda una porta e parta una trappola è preso da quando in Indiana Jones e il tempio maledetto Indy e Chucky esplorano la caverna a partire dalla stanza da letto e per errore attivano un meccanismo che fa scendere un tetto pieno di aculei su di loro.

 

5. La cattedrale piena di enigmi

Ancora più vicina al mondo di Indiana è la cattedrale in Madagascar di Uncharted 4: Fine di un ladro, tutta riempita di prove, esattamente come era il tempio di Indiana Jones e l’ultima crociata, un luogo per arrivare al quale serve una mappa, e pieno di prove dentro di sé.

 

6. Lo sparo a sorpresa

Lì, in quel tempio dove sta nascosto il Graal, si consuma poi una delle trovate migliori di quel film, ovvero il fatto che Donovan punta la pistola ai due Jones velleitariamente come sempre accade in questo genere di film in cui il pubblico sa bene che nessuno dei buoni morirà e a sorpresa, sposta la mira da Henry Jones Jr. a Henry Sr. e spara al secondo, per motivare il primo. Lo stesso avviene quando ci approcciamo al finale di Uncharted 4, quasi nella stessa modalità. Nel video qua sotto a 7.24.

 

 

7. Il villain

I cattivi sono un altro capitolo. In Indiana Jones questi sono solitamente nazisti ma comunque c’è spesso un altro archeologo o uno studioso o comunque qualcuno di più intellettuale del nazista medio e che è in grado di tenere testa ad un Jones. Questo accade quasi in ogni capitolo di Uncharted ma stavolta il rivale è proprio un ladro di reperti archeologici come loro.

 

8. “Sai cosa vuole dire?” “Si. Sta scavando nel punto sbagliato”

Inoltre, dettaglio non da poco, ad un certo punto Sam e Nathan possono anche sfruttare il medesimo vantaggio di Indiana Jones in I predatori dell’arca perduta, cioè che il rivale, arrivato per primo e con un grande spiegamento di forze (un esercito privato che praticamente assolve alla funzione dei nazisti nei film di Indy) sta però scavando nel punto sbagliato perché non ha tutti gli indizi che servono. La scena in cui lo scoprono è praticamente uguale a quella di I predatori dell’arca perduta.

 

9. Le catacombe

I più attenti poi avranno notato non solo che le catacombe in cui Nathan finisce sono le stesse in cui finisce Indiana Jones, sotto Venezia in Indiana Jones e l’ultima crociata, ma si fa anche luce con lo stesso sistema di torce di fuoco con un drappo arrotolato intorno.

10. L’avidità

Infine, l’ultimo dettaglio, quello il più teorico di tutti, è il senso ultimo di questa ricerca spasmodica, di questa sete di trovare un tesoro, che è anche la medesima morale che Spielberg traccia in Indiana Jones e l’ultima crociataNathan è ossessionato dal ritrovamento dei tesori e così lo è suo fratello Sam ma anche il suo rivale Rafe, al dunque però il protagonista riesce a rendersi conto più degli altri che questa sete sta andando oltre al razionale per sconfinare nel mortale. Come già avveniva nel primo titolo della serie, c’è un limite da non oltrepassare e alcuni reperti vanno lasciati là dove sono perché portano con sè una maledizione, che poi è il simbolo dell’avidità che prende il posto della sete di scoperta. Tutto il finale di Uncharted 4: Fine di un ladro, come anche quello di Indiana Jones e l’Ultima Crociata o I predatori dell’arca perduta, è centrato su questo e in maniera più esplicita di quanto non potessero fare i titoli precedenti.

 

Bonus
L’ambientazione del gran finale, con la nave di Avery nella grotta è esattamente la medesima del finale de I Goonies.