Game of Thrones 2x04 "Garden of Bones": il commento
I terrori che riempiono la notte tengono sveglie molte anime... Ecco il commento alla quarta puntata della seconda stagione!
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Joffrey, Cersei, Ilyn Payne, The Hound, Polliver, The Mountain...

Sansa è l'esempio perfetto di questa categoria, un lupo circondato da leoni, troppo giovane per apprendere le regole del gioco, ma abbastanza matura – il suo personaggio, al pari della sorella, ha subito una netta evoluzione ed è maturato moltissimo rispetto alla ragazzina sognatrice della prima stagione – per sopravvivere ancora una volta sopportando le torture, stavolta fisiche, del sempre più folle Re Joffrey. La ragazza è totalmente sola, un semplice pedone sulla scacchiera, e nè la pietà di Tyrion nè la piccola rivalsa della scorsa puntata sull'unico personaggio più debole di lei (Shae, la prostituta di Tyrion a lei assegnata come ancella), restituiscono serenità al suo volto.
In questa immensa partita a scacchi Tyrion si conferma la torre che avanza inarrestabile sul suo cammino, divorando un pezzo dopo l'altro, da Pycelle a Janos Slynt, riuscendo talvolta a mettere in scacco il proprio debole re. Ultima vittima del gioco del trono è suo cugino, nonché amante della regina Cersei, Lancel Lannister che, da fiero ambasciatore di un ordine reale, si trasforma in pochi minuti in una sottomessa spia al servizio del folletto. Questo rapido scambio, insieme al confronto diretto con Joffrey durante la tortura di Sansa o alle passate situazioni nel Concilio Ristretto, confermano ancora una volta, casomai ci fosse bisogno, tutta la forza del personaggio più carismatico dei Sette Regni e la sua capacità di catalizzare immediatamente attorno a sè lo svolgimento delle scene non rappresentando praticamente mai il semplice ruolo di comprimario. Non troppo lontano dalla Fortezza Rossa, alcuni eventi sembrano favorirlo.
Nel gioco del Trono la matematica e i numeri non contano, è un gioco disonesto, senza regole, e altre incognite possono sorgere dalla notte per intervenire negli esiti delle battaglie. Le ombre più intense sorgono dove la luce è maggiore, e il Signore della luce di cui Melisandre è portavoce si manifesta nelle forme più insospettabili. L'elemento sovrannaturale rientra con forza nella storyline, il fantasy che si riappropria, con una scena dal grandissimo impatto emotivo, di uno dei suoi elementi principali. Al di là delle leggende dei draghi e degli Estranei che nello stesso istante ritornano in vita agli angoli più remoti del mondo, nel centro dei Sette Regni nasce una creatura dalle ombre...