House of the Dragon, quali draghi sopravvivono alla Danza? La risposta racconta la fine di un'era
La Danza dei Draghi segnerà per sempre il destino dei Targaryen: pochissime creature sopravviveranno alla guerra, aprendo la strada alla loro estinzione.
Quando House of the Dragon ha preso il volo, il cielo di Westeros era dominato da almeno venti draghi, creature maestose che rappresentavano l'apice del potere Targaryen. Eppure, chiunque abbia seguito Game of Thrones sa come va a finire questa storia: con l'estinzione completa delle bestie alate, un vuoto che durerà generazioni fino al miracoloso ritorno orchestrato da Daenerys Targaryen. Ma cosa succede nel mezzo? Quanti di questi giganti sopravvivono alla devastante guerra civile nota come la Danza dei Draghi? La risposta è semplice e tragica: solo quattro. Seguono spoiler su Fuoco e Sangue e House of the Dragon.
La Danza dei Draghi, il conflitto fratricida che lacera Casa Targaryen e costituisce il cuore pulsante della serie HBO, si rivela un bagno di sangue non solo per gli umani ma soprattutto per i draghi stessi. Quando le spade si abbassano e il fumo si dirada nel 131 AC, di quella magnifica flotta aerea restano in piedi solamente quattro esemplari: Ladro di Pecore (Sheepstealer), Cannibale (Cannibal), Ali d'Argento (Silverwing) e Mattino (Morning). Quattro sopravvissuti da una carneficina che ha ridefinito per sempre l'equilibrio di potere a Westeros.Cannibal rappresenta forse il caso più peculiare tra i sopravvissuti. Questo drago selvaggio di Dragonstone non deve il suo nome a una particolare ferocia in battaglia, ma a un'abitudine decisamente macabra: nutrirsi dei cadaveri di altri draghi caduti sull'isola. Durante tutta la Danza, Cannibal rimane ai margini del conflitto, troppo selvaggio e pericoloso perché chiunque, Verde o Nero che sia, osi tentare di domarlo. La sua sopravvivenza è quindi quasi accidentale, frutto della sua natura indomabile piuttosto che di una particolare abilità bellica. Dopo la guerra, questo enigmatico predatore semplicemente svanisce, con solo una presunta apparizione al funerale di Corlys Velaryon prima di dissolversi nel mito.
Sheepstealer, l'altro drago selvaggio sopravvissuto, porta un nome altrettanto descrittivo: ladro di pecore. La sua abitudine di razziare greggi a Dragonstone e nei dintorni gli vale questo appellativo poco nobile. Nel materiale originale di George R.R. Martin, contenuto in Fire and Blood, Sheepstealer viene domato da una dragonseed chiamata Nettles, combattendo per Rhaenyra Targaryen durante il conflitto. Tuttavia, House of the Dragon opera una deviazione significativa dalla fonte letteraria: la serie elimina completamente il personaggio di Nettles e trasferisce Sheepstealer nella Valle di Arryn, dove viene invece rivendicato da Rhaena Targaryen.
Questa modifica narrativa ha ripercussioni anche sul destino post-bellico del drago. Nel canone letterario, Sheepstealer e Nettles sopravvivono alla guerra e si ritirano nelle profondità delle Montagne della Luna, nella Valle. Circolano voci, mai confermate, che uno dei clan montanari della regione avrebbe iniziato a venerare una "strega del fuoco" che metteva alla prova il coraggio degli uomini esponendoli alle fiamme del suo drago. Molti interpretano questi sussurri come riferimenti a Nettles e Ladro di Pecore, ma la verità rimane avvolta nel mistero delle montagne.Ali d'Argento porta con sé una storia diversa, più legata agli intrighi della Danza. Questo drago viene cavalcato da Ulf White, un personaggio che nella terza stagione di House of the Dragon tradisce proprio Rhaenyra. La morte di Ulf White lascia Silverwing senza cavaliere, e il drago fa ciò che molte creature alate fanno quando perdono il loro legame umano: torna alla natura selvaggia. Durante il regno di Re Aegon III, Silverwing si stabilisce su una piccola isola nel Lago Rosso, nella parte nord-occidentale dell'Altopiano. Lì vive i suoi giorni rimanenti, lontano dalle guerre e dagli intrighi che hanno decimato la sua specie.
Mattino rappresenta il caso più particolare tra i quattro sopravvissuti, essendo il più giovane. Questo drago non ha combattuto nella Danza semplicemente perché non esisteva quando il conflitto è iniziato. Morning nasce da un uovo durante la guerra stessa, probabilmente uno dei quattro inviati nella Valle durante la seconda stagione di House of the Dragon. Nel libro, Morning viene cavalcato da Rhaena Targaryen, ma poiché la serie televisiva ha riscritto completamente la storia di questo personaggio, assegnandole Ladro di Pecore, rimane incerto se Morning farà effettivamente la sua apparizione sullo schermo. Nel canone letterario, comunque, Morning continua a vivere con Rhaena fino alla sua morte, avvenuta tra il 136 AC e il 153 AC.
Ma quattro draghi, per quanto formidabili, non bastano a salvare la specie. La domanda successiva è inevitabile: quanto tempo passa tra House of the Dragon e l'estinzione totale? La risposta copre appena due decenni. Dopo la morte dei quattro sopravvissuti della Danza, un ultimo uovo di drago si schiude nel 153 AC. Tuttavia, la creatura che ne emerge è malata, deforme, un'ombra patetica della maestosità che un tempo dominava i cieli. Muore poco dopo la nascita, segnando ufficialmente l'estinzione dei draghi a Westeros.
Il re sotto il cui regno avviene questa tragica fine è Aegon III, figlio di Rhaenyra e Daemon Targaryen. Un'ironia crudele, considerando l'eredità dei suoi genitori. Per questa sfortunata coincidenza temporale, Aegon III viene soprannominato "Flagello dei Draghi", un epiteto pesante da portare per un sovrano che probabilmente non ha fatto nulla per causare l'estinzione, ma ne diventa comunque il simbolo involontario. Da quel momento, i draghi rimangono estinti per quasi 150 anni, fino a quando tre uova di pietra apparentemente morte si schiudono tra le fiamme di una pira funeraria a Essos, riscaldate dal fuoco e dal sangue di Daenerys Targaryen.
Questo spiega perché il ritorno dei draghi ne Il Trono di Spade (Game of Thrones) venga accolto con tale meraviglia e timore: nessuno vivo ha mai visto queste creature, relegate al regno della leggenda e del mito. La tragedia della Danza dei Draghi non risiede solo nelle vite umane spezzate o nelle dinastie distrutte, ma nell'autodistruzione di ciò che rendeva i Targaryen unici. In una guerra per stabilire chi meritasse di controllare il potere dei draghi, Casa Targaryen finisce per eliminare proprio quel potere. I quattro sopravvissuti rappresentano non una speranza di rinascita, ma gli ultimi sussulti di una specie condannata.
Ladro di Pecore che scompare nelle montagne, Cannibale che vaga solitario prima di dissolversi, Ali d'Argento che cerca pace su un'isola remota, Mattino che muore prima di raggiungere la piena maturità: sono tutti epiloghi melanconici per creature che un tempo incarnavano il terrore e la magnificenza. La loro sopravvivenza alla Danza si rivela solo un rinvio temporaneo dell'inevitabile.
Mentre House of the Dragon, dopo il finale shock della terza stagione, si avvia verso la quarta stagione e gli eventi più devastanti della guerra civile, i fan della serie sanno già come andrà a finire. Possono ammirare le battaglie aeree mozzafiato, i legami tra cavalieri e draghi, le strategie elaborate per ottenere il controllo di queste armi viventi. Ma sotto ogni scena spettacolare si nasconde la consapevolezza tragica che tutto questo splendore è destinato a svanire, ridotto a quattro sopravvissuti dispersi e poi al nulla.