Louie: la recensione della terza stagione
La recensione della terza stagione di Louie, la serie di Louis C.K. trasmessa da FX…
Ogni episodio continua a essere composto quasi sempre da spezzoni separati. Piccoli corti autonomi (il più bello è forse il viaggio all'Ikea con Dolores, ricomparsa dopo la prima apparizione nella seconda stagione), vignette surreali permeate di rara lucidità.
In generale la serie sembra abbracciare una continuità più solida e marcata rispetto al passato: oltre a Dolores, rivediamo alcuni colleghi di Louie, incontriamo finalmente la sua ex-moglie, suo zio. E' chiaro come la famiglia abbia un ruolo importante nella definizione del personaggio, eppure i segmenti incentrati unicamente sulle due figlie risultano sempre i più deboli e meno interessanti. La stagione poi torna spesso su alcuni tratti del passato del protagonista (ancora tutto da esplorare), espandendo lo spettro narrativo e dando una marcata impronta personale a ogni particolare: Louie, persona o personaggio che sia, ha il grande coraggio di mettersi completamente a nudo in ciò che racconta, mostrandoci tutte le sue idosincrasie e ridendone di gusto insieme a noi.
La stagione si chiude con una trilogia di episodi incentrata sul Tonight Show: l'aspetto business della serie, portato avanti con il giusto occhio da insider, è sempre stato molto interessante, spezzato tra la vera carriera di Louie e quella di finzione. Ma il bello della serie è che tutto può accadere e così dopo l'agente minorenne o le due figlie bionde avute da una donna bruna, incontriamo il personaggio più assurdo dell'anno, interpretato da uno straordinario David Lynch.

Tra le innumerevoli guest-star meritano una menzione Sarah Silverman nei panni di se stessa, Chloë Sevigny nei panni di una schizofrenica impiegata della libreria in cui lavorava Liz, la già citata Parker Posey, Gary Marshall, Jay Leno, Lynch, Chris Rock, Jerry Seinfeld, Paul Rudd, Susan Sarandon, Amy Poheler.