Under the Dome: la recensione del pilot
Un pilot soddisfacente, che presenta con chiarezza i vari protagonisti e che mette molta, forse troppa, carne sul fuoco
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E da questo punto di vista si può dire che la situazione surreale che investe la cittadina di Chester's Mill si inserisce in una situazione di relativa normalità e quotidianità. Dal capo della polizia Howard Perkins (Jeff Fahey, Lost) alla sua vice Linda Esquivel (Natalie Martinez) ai due DJ Phil e Dodee al politico James Rennie (Dean Norris, Breaking Bad) vengono quindi delineate le figure chiave della città. Figure tutto sommato semplici, non troppo caricate, abbastanza credibili. E torna alla mente il mediocre Bates Motel, che al contrario di Under the Dome commetteva l'errore di gettare l'evento scatenante (l'arrivo di Norman e sua madre in città) in un contesto già completamente corrotto, annullando così ogni effetto straniante, la costruzione di un "prima" e un "dopo" da mettere a confronto.
E non è un caso che tutti i momenti più deboli del pilot vengano ricondotti al tentativo di caricare l'episodio di tensioni che risultano quasi estranee ed eccessive rispetto alla forza dell'elemento principale. Come se una misteriosa cupola trasparente, la cui origine in questo momento potrebbe essere ricondotta a qualunque cosa, e le reazioni immediate di questa sulla popolazione non fossero un perno sufficiente sul quale costruire, almeno per il momento, la tensione, lo show si lascia andare ad alcune esplicite frecciate allo spettatore, a segreti sussurrati da personaggi, cadaveri sepolti, promesse di rivelazioni e collegamenti futuri, addirittura ad un rapimento. Altra parentesi meriterebbe una scena splatter praticamente instant cult (in senso negativo) che mostra gli effetti della cupola.
