Game of Thrones 4x07 "Mockingbird": la recensione
Nuovo colpo di scena in Game of Thrones, mentre si avvicina il finale di stagione
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Mentre Davos e Stannis mercanteggiano con i banchieri di Braavos, alla Roccia del Drago intanto Melisandre si gode un bagno e istruisce Selyse sulla fonte del proprio potere. Non solo quella sovrannaturale che le deriva dal dio della Luce, ma anche quella più terrena, legata alla fascinazione che con le sue arti riesce a esercitare sugli uomini. Illusione, superstizione, un piccola variante al famoso discorso sul potere che Varys fece a Tyrion tanto tempo fa. Il segmento è il meno interessante dell'episodio, sottrae minuti preziosi alla storia, aggiunge poco alla vicenda e ai personaggi.
Molto meglio ad Approdo del Re, dove si profila lo scontro, dal quale prende il titolo il prossimo episodio, tra la Montagna Gregor Clegaen (che troviamo in un contesto non meglio definito impegnato a sbudellare povere vittime sacrificali) e la Vipera Oberyn Martell, che si propone come campione di Tyrion. Ecco, i momenti di solitudine, paura e rassegnazione del Folletto nella sua cella sono i migliori dell'episodio. Tre incontri, molto diversi tra di loro, con Jaime, Bronn e infine Oberyn. Ormai sul punto di rassegnarsi a dover affrontare lui stesso la Montagna, e quindi a morire certamente, per Tyrion giunge dal passato un'ancora di salvezza alla quale aggrapparsi. Oberyn trova un'occasione per vendicarsi dell'uomo che molti anni prima uccise sua sorella e i suoi figli, e non esita a prenderla al volo.
Le sequenze finali si riconciliano al titolo della puntata. In una cornice innevata, nella quale Sansa, solo per un istante, recupera il suo sorriso di ragazza creando un Grande Inverno con la neve, Ditocorto si muove spietato e inesorabile, eliminando in una scena dall'esito scontato, ma non per questo meno forte, sua moglie Lysa. Ora il piccolo Robert Arryn è signore della Valle solo di nome, ma a Petyr i grandi appellativi interessano solo finché riescono a portare a qualcosa di concreto. E, concretamente, è lui a dominare la Valle e a possedere la chiave per il Nord. Mockingbird è un episodio migliore dei precedenti, intenso e splendidamente interpretato nei suoi momenti più riusciti, ripetitivo e alquanto frustrante in quelli più deboli.