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House of The Dragon 3: le rivelazioni dello showrunner sul futuro nell’universo de Il Trono di Spade

Lo showrunner Ryan Condal parla del finale di House of the Dragon 3 e del suo futuro nell’universo de Il Trono di Spade dopo la stagione 4 prevista per il 2028.

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La terza stagione di House of the Dragon si è conclusa recentemente con uno degli episodi più intensi e carichi di conseguenze dell'intera serie. Mentre le forze di Rhaenyra raggiungevano Tumbleton per strappare il controllo della città a Ormund Hightower e ad Approdo del Re la regina nera ordinava l'uccisione del Primo Septon per legittimare il proprio regno, milioni di spettatori assistevano all'ennesimo capitolo sanguinoso della guerra civile Targaryen. Ma dietro le quinte, un'altra notizia stava per scuotere il fandom: Ryan Condal, lo showrunner e co-creatore della serie HBO, ha confermato che non realizzerà altri episodi dopo la quarta e ultima stagione prevista per il 2028.

In un'intervista rilasciata a Collider dopo la messa in onda del finale di stagione, Condal ha risposto con chiarezza alla domanda se avrebbe mai considerato di raccontare un'altra era dell'universo creato da George R.R. Martin. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: "Ho davvero detto tutto quello che avevo da dire o che dovevo dire su draghi, Targaryen e troni". Una dichiarazione che suona come un commiato definitivo non solo da House of the Dragon, ma dall'intero franchise de Il Trono di Spade.

Emma D’Arcy e Oscar Eskinazi nei panni di Rhaenyra Targaryen e Joffrey Velaryon in una scena di House of the Dragon 3 Fonte: HBO

La decisione dello showrunner arriva in un momento cruciale per la serie. Il finale della terza stagione ha lasciato tutti i pezzi sulla scacchiera in posizioni esplosive: Aemond finalmente confrontato da Aegon a Harrenhal, Ormund Hightower ucciso da Roderick Dustin e da Ulf su Silverwing durante la battaglia di Tumbleton, e il tragico suicidio di Helaena dopo aver completato il suo arazzo profetico. Sono gli atti finali prima della risoluzione della Danza dei Draghi, il conflitto dinastico che ha quasi portato all'estinzione della Casa Targaryen.

House of the Dragon ha debuttato nel 2022 come prequel de Il Trono di Spade, ambientato quasi 200 anni prima degli eventi della serie originale conclusasi nel 2019. Il progetto ha rappresentato una scommessa importante per HBO, che doveva riconquistare un pubblico in parte deluso dal controverso finale della serie madre. La scommessa si è rivelata vincente: il cast corale guidato da Emma D'Arcy, Olivia Cooke, Matt Smith e Milly Alcock ha conquistato critica e pubblico, trasformando la serie in un successo di ascolti immediato.

L'annuncio che la quarta stagione sarà l'ultima era già arrivato quest'anno, dopo la premiere della terza stagione a Giugno. Ma la conferma che Condal stesso lascerà definitivamente il mondo di Westeros aggiunge un elemento di chiusura ancora più netto. Per uno showrunner che ha plasmato ogni aspetto narrativo della serie insieme a George R.R. Martin, dalla caratterizzazione dei personaggi alle scelte di adattamento del materiale originale contenuto in Fuoco e Sangue, si tratta di un passo significativo.

Gayle Rankin nei panni di Alys Rivers in una scena di House of The Dragon 3 Fonte: HBO

Durante l'intervista con Collider, Condal ha anche risposto ad alcune domande specifiche sul finale di stagione, offrendo indizi preziosi su cosa aspettarsi dalla stagione conclusiva. Quando gli è stato chiesto della misteriosa assenza di Vhagar per quasi tutta la stagione, mentre Aemond rimaneva bloccato ad Harrenhal, lo showrunner ha spiegato la logica narrativa dietro questa scelta: "Sentivamo di poter spingere solo fino a un certo punto la storyline di 'Aemond il Distruttore'. Vhagar è molto divertente da rappresentare, ma è così onnipotente che spesso dobbiamo chiederci: perché Vhagar non può semplicemente uccidere tutti quanti". L'idea che tutti stessero cercando Vhagar come modo per trovare Aemond, un singolo uomo ferito, senza rendersi conto che erano separati, si è rivelata una mossa narrativa efficace.

Sul personaggio di Alys Rivers, interpretata da Gayle Rankin, Condal ha promesso che ci sarà ancora molto da vedere: "C'è decisamente più Alys e stregoneria in arrivo. Amiamo quello che Gayle ha fatto con il ruolo". Il finale ha rivelato che Alys era in realtà la signora di Harrenhal prima che i suoi poteri venissero scoperti, un dettaglio che apre nuove prospettive sul suo legame con il castello maledetto e con i misteriosi Uomini Verdi intravisti all'inizio della stagione.

Con la quarta stagione prevista per il 2028, mancano ancora circa due anni prima che il pubblico possa vedere come Condal e il suo team concluderanno la storia della Danza dei Draghi. Chi conosce il materiale originale di Martin sa già che il conflitto si risolverà in un bagno di sangue che devasterà entrambe le fazioni, lasciando i Targaryen profondamente indeboliti per le generazioni future. Ma il diavolo, come sempre in Westeros, sta nei dettagli. Molti fan si domandano: come verranno rappresentate le battaglie finali, quali personaggi sopravviveranno rispetto al canone letterario, e soprattutto come verrà raccontato l'epilogo di questa guerra fratricida.

Ewan Mitchell nei panni di Aemond Targaryen in una scena di House of The Dragon 3 Fonte: HBO

La produzione della stagione finale richiederà probabilmente almeno un anno e mezzo di lavoro tra pre-produzione, riprese e post-produzione, considerando la complessità delle sequenze con i draghi e le battaglie su larga scala che hanno caratterizzato le stagioni precedenti. HBO ha investito cifre considerevoli in House of the Dragon, e l'ultima stagione dovrà essere all'altezza delle aspettative accumulate in quattro anni di narrazione. Nel frattempo, l'universo de Il Trono di Spade continuerà ad espandersi attraverso altri progetti. HBO ha in sviluppo diversi spin-off, tra cui A Knight of the Seven Kingdoms basato sui racconti di Dunk ed Egg, e altri progetti ancora in fase embrionale che esploreranno diverse epoche della storia di Westeros. Ma nessuno di questi avrà Ryan Condal al timone, e questo inevitabilmente segnerà una discontinuità nello stile narrativo che ha caratterizzato House of the Dragon.

La dichiarazione di Condal solleva anche interrogativi sul futuro creativo dello showrunner. Dopo aver dedicato anni a un progetto così impegnativo e totalizzante, quale sarà il suo prossimo passo? Tornerà alle sue radici nel cinema, da cui proveniva prima di questo incarico, o esplorerà altri generi televisivi lontani dal fantasy epico? Per ora, la sua attenzione rimane concentrata sul portare a termine nel migliore dei modi possibile la storia che ha iniziato a raccontare quattro anni fa.

Per i fan di House of the Dragon, l'addio annunciato di Condal ha un sapore agrodolce. Da un lato c'è la consapevolezza che la serie avrà una conclusione pianificata e non si trascinerà oltre il necessario, evitando il rischio di perdere mordente narrativo. Dall'altro c'è la malinconia di sapere che questo capitolo della storia di Westeros sta davvero per chiudersi, e che la visione artistica che ha guidato la serie fino a questo punto non si estenderà ad altri angoli di questo universo.

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