The Leftovers 2x10 "I Live Here Now" (season finale): la recensione
Ancora in bilico tra rinnovo e cancellazione, The Leftovers conclude una stagione straordinaria
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
Sensazioni abbiamo detto, ma anche immagini e piccoli momenti. Ce ne sono tanti in questo episodio, e la messa in scena e la scrittura giocano costantemente con essi, fra elementi ricorrenti o contrastanti che spiazzano, ci riportano al punto di partenza e infine, forse, ci donano un nuovo inizio. C'è l'acqua e il sangue, la vita e la morte, c'è un compendio di tutti i temi musicali che abbiamo ascoltato nel corso della stagione (tornano tra gli altri il Va' pensiero e Where is my mind) e c'è un paradiso che diventa un inferno in un modo che ovviamente riprende gli schemi del finale della prima stagione. E ancora una volta c'è la famiglia, la casa, la semplice gioia di essere vivi e circondati dalle persone che amiamo. "Family is everything", sussurra Meg all'orecchio di Tom e, almeno su questo, non possiamo che essere del tutto d'accordo con lei.
Possiamo chiudere il dolore e la perdita in schemi precisi, ma quelli si manifesteranno sotto altre forme. Per tutta la stagione, attraverso le esperienze di Kevin, Nora, Matt e tutti gli altri, abbiamo esplorato le varie forme con cui le persone si proteggono dal dolore. Questa era l'ultima a mancare, la presunzione non di chi si sente superiore agli altri (come una prima lettura potrebbe suggerirci), ma di chi pretende di ingabbiare il dolore e di esserne ormai immune.
Meg e le tre ragazze scomparse impartiscono alla città una dura lezione. Il miracolo si svela per quello che è sempre stato: un'illusione. Due terremoti aprono e chiudono l'episodio, e nel mezzo viviamo riconciliazioni e dolorosi addii, gesti di frustrazione e tentativi di redenzione. Probabilmente è un po' troppo, e proprio in chiusura di stagione The Leftovers perde quel grandissimo equilibrio tra soluzioni suggerite e suggestioni personali che aveva retto finora. C'è molta teatralità, il gioco della storia è più scoperto – quando questa serie ci ha abituato a lavorare solo sul non detto – e alcune vicende, come quella personale di Kevin, non funzionano.