Game of Thrones 6x09, "Battle of the Bastards": la recensione
Arriva l'episodio più atteso per Game of Thrones: Stark e Bolton si fronteggiano nella grande battaglia per il Nord
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
È il volto di Jon Snow quello che emerge a fatica nel caos della battaglia come quello di un uomo che cerca di tornare a galla in mezzo a una marea di corpi per prendere il respiro. Quella tregua che lo scontro non offre, costruendo un'escalation di violenze che culmina nell'accerchiamento sulla pianura. La regia di Miguel Sapochnik, che aveva già diretto Hardhome, non concede respiro tanto ai combattenti quanto agli spettatori, limita le panoramiche – sempre molto chiare nell'illustrarci l'andamento della battaglia – e si focalizza sulla massa dei corpi urlanti. Quello di Ramsay che continua a ordinare agli arcieri di far piovere morte, quello di Jon ricorperto di sangue che cerca di raggiungere il nemico, quello di Tormund o di Davos che lottano per sopravvivere, quello di Wun Wun ricoperto di frecce.

E in tutto questo corpi straziati, masse di cadaveri che diventano, un po' casualmente, un muro da scavalcare, tanta disperazione. Dopo tanti anni dovremmo esserci emancipati da qualunque paragone con il Signore degli Anelli, ma fa sempre un certo effetto vedere come Game of Thrones rilegge a modo suo ogni svolta. Qui è l'arrivo, molto prevedibile, di Ditocorto e dei cavalieri degli Arryn, che ribaltano le sorti della battaglia nel momento in cui tutto è perduto. Eppure quanto è grande la differenza stilistica rispetto a un Gandalf che cala sulla piana di fronte al Fosso di Helm o ad Aragorn che guida i morti sui campi del Pelennor.
C'è sempre un'ombra su ciò che accade, l'idea di un compromesso al quale bisogna cedere per poter prevalereC'è sempre un'ombra su ciò che accade, l'idea di un compromesso al quale bisogna cedere per poter prevalere, perché il bene, comunque, non può mai vincere del tutto. Per eliminare un nemico terribile, Sansa deve affidarsi necessariamente a un altro, più infido e manipolatore. Jon e Sansa sono idealmente molto lontani in questa puntata, ci sono segreti, sfiducia e frustrazione tra di loro. Grande Inverno è stato riconquistato, ma non c'è gloria in tutto questo, solo la promessa di tempi più bui.
Jon è finalmente la figura battagliera che volevamo vedere, ma è Sansa che emerge come vincitrice, anche un po' egoista, nello scontro. Pronta a sacrificare Rickon, a tenere nascosta l'arma segreta a Jon, a rivolgersi a Ditocorto pur di poter vincere. Egoista, o forse semplicemente una persona che ha capito le regole dello scontro.

Riflessioni sparse:
Spettro non pervenuto.
A proposito di Ramsay e Rickon, ma perché in queste situazioni nessuno pensa mai a correre a zig zag?
Davos trova nella neve l'animale intagliato di Shireen. I chiarimenti tanto attesi con Melisandre potrebbero arrivare presto.
L'orientamento sessuale di Yara è stato introdotto di recente solo per anticipare la tensione sessuale con Daenerys in questa puntata?
E quindi, continuando con questo ragionamento, Tyrion ha ritenuto opportuno ricordarci dell'Altofuoco nascosto nella capitale solo per anticiparci il piano di Cersei della prossima settimana?
Ramsay: "I'm part of you now". Questo potrebbe essere tremendamente vero...
La sesta stagione di Game of Thrones va in onda su Sky Atlantic HD la notte tra la domenica e il lunedì alle 3:00 in simulcast con la HBO, e successivamente in replica alle 22.10 del lunedì in lingua originale sottotitolata. Da lunedì 2 maggio alle 21.10 la serie debutterà in Italiano su Sky Atlantic HD e sarà disponibile su Sky On Demand e Sky Online.