Game of Thrones 7x04 "The Spoils of War": la recensione
La guerra tra Daenerys e Cersei cresce in intensità nel quarto episodio della stagione per Game of Thrones
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
Tra le conseguenze di un finale che si avvicina a tappe forzate vi è anche una riconsiderazione necessaria dei rapporti dei protagonisti con la grande storia. Al di là della considerazione, su cui molto ci sarebbe da dire, per cui in Game of Thrones “nessuno è al sicuro” (non è mai stato del tutto vero), qui veramente il senso della trama, che è anche il senso delle piccole storie, si fa talmente vicino nel suo compimento da spingerci quantomeno a dubitare di ciò che accadrà. La scrittura lo fa due volte nel finale di puntata. Nel primo caso con Bronn, che in un momento topico della battaglia contro i dothraki (l'oro dei Lannister è al sicuro) cade da cavallo e, contrariando il se stesso che un tempo avrebbe preso la borsa di monete e sarebbe fuggito, corre incontro al pericolo sfidando il drago.
Sembra una riflessione fin troppo lunga per essere dedicata a un personaggio secondario, ma è molto importante a livello generale per interpretare altri momenti. Su tutti, il cliffhanger finale. La domanda non è tanto “Jaime è morto?” quanto “Jaime può morire?”. Rispondendo a bruciapelo (che, data la presenza del drago sputafuoco, ci sta) diciamo di no. Non perché il momento non prepari a un'uscita del genere, anzi. La presenza di Tyrion sul campo di battaglia, la vulnerabilità di Daenerys, il rischio altissimo del personaggio che si lancia in quello che forse è il gesto più classico immaginabile nella letteratura fantasy (il cavaliere che corre contro un drago) ci raccontano che qualcosa potrà succedere. E qualcosa in effetti succede, ma la natura più intima di Jaime lo lega a Cersei, e su quel fronte ancora ci sarebbe qualcosa da dire. Insomma, non sarebbe un'uscita di scena “pulita”.

Emergono simboli familiari, su tutti quello che compariva nel primo episodio della serie, disegnato sulla neve con dei cadaveri dagli Estranei. Ma anche altri come la spirale vista nell'episodio The Door, in cui scoprivamo che furono i Figli della Foresta a creare gli Estranei in un primo momento. Tutto serve come slancio per Jon per convincere Daenerys a combattere con lui, ma la scrittura tramite Davos si lascia sfuggire anche altri interessi di tipo amoroso. Ma per questo ci sarà tempo, o forse no, dato che già Theon ritorna con la notizia della cattura di Yara.
Il riferimento al simbolo del primo episodio non è l'unico collegamento al passato contenuto nell'episodio. Non vale la pena rimarcare ancora una volta il senso di chiusura comunicato dalla stagione, quindi limitiamoci agli esempi. “Chaos is a ladder”, dice Bran a Ditocorto citando la famosa catchfrase pronunciata nell'episodio The Climb. Arya arriva alle porte di Grande Inverno dichiarando la propria identità, ma non viene creduta dai soldati alle porte, come avveniva ad Approdo del Re nell'episodio The Wolf and the Lion. Ditocorto dona a Bran la lama in acciaio di Valyria con cui un assassino cercò di ucciderlo nel lontano The Kingsroad. A differenza dei libri, nella serie non è mai stato chiarito del tutto chi inviò l'assassino (Bran lo saprà?).
Per confrontarvi con altri appassionati della saga, vi segnaliamo la pagina Game of Thrones – Italy.