Si è tenuta ieri sera a Hollywood la 25esima edizione degli Screen Actors Guild Awards, i premi del potente sindacato degli attori che rappresentano un forte indicatore alla corsa agli Oscar (questo perché molti dei 120.000 membri della SAG/AFTRA, quasi tutti attori, fanno parte dell’Academy): in particolare, il premio al miglior cast d’insieme corrisponde più o meno all’Oscar a miglior film, e spessimo i due vincitori coincidono.

L’anno scorso Tre Manifesti a Ebbing, Missouri ottenne il SAG Award al miglior cast d’insieme, anche se La Forma dell’Acqua vinse poi l’Oscar come miglior film: la pellicola di Martin McDonagh aveva però un cast d’insieme fortissimo ed era decisamente impossibile che non vincesse il premio del sindacato. Tutti i vincitori dei SAG Award, poi, ottennero il relativo Oscar: Frances McDormand e Sam Rockwell per Tre Manifesti, Allison Janney per Tonya e Gary Oldman per L’Ora più Buia.

Quest’anno le cose saranno molto più complicate. Se anche tutti gli Oscar andassero ai relativi vincitori del SAG (è il primo, dopo nove nomination, per Glenn Close), questo non potrà accadere con Emily Blunt, che non ha ottenuto nomination agli Oscar (e questo dovrebbe favorire Amy Adams per Vice). Ma il vero fattore incertezza è dato dal premio al miglior cast d’insieme, che quest’anno è andato a Black Panther (vincitore anche del premio come miglior cast di controfigure). È la prima volta che un cinecomic ottiene un riconoscimento così prestigioso, e il discorso di accettazione di Chadwick Boseman fa comprendere la portata di questo evento:

Tutti noi sappiamo cosa significa sentirsi dire che non c’è posto per te in un film, che sarai il non protagonista, non il protagonista, che non spiccherai mai. Abbiamo sempre lavorato in contesti simili. Con questo film sapevamo di poter dare al mondo qualcosa di speciale, che nell’universo che stavamo costruendo saremmo potuti essere umani a tutto tondo, che quest’universo sarebbe stato un modello di ciò che vorremmo vedere. E ora non potrete vedere un “Black Panthers” senza un “2”!

Il riferimento finale non è solo a un sequel, ma al fatto che il film ha ottenuto 2 premi SAG.

La vittoria di Black Panther rende la corsa all’Oscar come miglior film molto più frizzante: gli attuali favoriti sono infatti Vice – L’Uomo nell’Ombra, La Favorita e Green Book. I primi due, usciti dai SAG senza premi, sono quelli che vengono indeboliti maggiormente, mentre Green Book grazie al SAG a Mahershala Ali e soprattutto al PGA come miglior film (che un anno fa indicò l’Oscar a La Forma dell’Acqua, perché utilizza lo stesso metodo preferenziale utilizzato dall’Academy) è attualmente il frontrunner insieme a Roma. Perde ancora più forza la corsa di A Star is Born, che aveva vinto ai Golden Globes e i Critics’ Choice Awards.

È stata infine una grande serata per Rami Malek, già nominato quattro volte grazie a Mr. Robot e qui vincitore del premio come miglior attore per Bohemian Rhapsody.

Trovate tutti i premi della sezione cinema qui sotto, seguiti dai video dei discorsi di accettazione:

CINEMA

  • Migliore attrice protagonista – Glenn Close, The Wife
  • Miglior attore protagonista – Rami Malek, Bohemian Rhapsody
  • Migliore attrice non protagonista – Emily Blunt, A Quiet Place
  • Miglior attore non protagonista – Mahershala Ali, Green Book
  • Miglior cast d’insieme – Black Panther
  • Miglior cast di controfigure – Black Panther

 

 

 

 

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