Penso che Shining sia un bel film, con un look splendido, ma, come ho già detto in precedenza, è come una meravigliosa Cadillac senza alcun motore sotto al cofano. Nel film il personaggio di Jack Torrance è del tutto privo di un arco narrativo. Non c’è nemmeno la parvenza di una cosa del genere. Lo vediamo all’inizio del film nell’ufficio di Ullman, il manager dell’hotel, e poi, ecco lo sai, è già del tutto folle.

Il libro è caldo, il film è freddo. Il libro finisce nel fuoco, il film nel ghiaccio. Nel libro c’è un vero e proprio arco narrativo nel quale Jack Torrance è una brava persona e solo poi, lentamente, si muove in questo posto nel quale perde il senno. Per quanto mi riguarda, quando ho visto il film, ho trovato Jack completamente pazzo dalla prima scena.

Quelle che abbiamo riportato sono alcune dichiarazioni di Stephen King risalenti al 2016 e al 2018 con le quali lo scrittore di Bangor ha ribadito una posizione universalmente nota da tempo: ovvero che il suo rapporto con il film di Kubrick non è mai stato all’insegna delle proverbiali rose e fiori.

Non dev’essere quindi stato semplice per Mike Flanagan e per la Warner Bros. approcciarsi a un progetto, l’adattamento cinematografico di Doctor Sleep, che sul grande schermo ha la necessità di porsi tanto come adattamento del romanzo di King quanto come sequel del seminale lungometraggio di Kubrick.

Questione confermata dallo stesso Flanagan durante il Q&A con la stampa avvenuto a margine della release del primo trailer della pellicola:

Quando abbiamo cominciato a lavorare sull’adattamento, sono tornato a ragionare dapprima sul libro e l’elefante nella stanza era appunto il dover o meno ragionare nei termini di un adattamento fedele del romanzo di King che fosse comunque in grado di vivere l’universo creato da Kubrick. E si trattava di una discussione che dovevamo sostenere, in primis, con Stephen King. Se gli esiti non fossero stati quelli che sono stati, non avremmo fatto il film. Immagino che molti di voi sapranno già le ben note e complicate opinioni di Stephen King relative a quanto partorito da Kubrick. Sono conflittuali al punto che – e se avete letto Doctor Sleep siete già consapevoli di ciò – ha intenzionalmente ignorato tutti i cambiamenti fatti da Kubrick al libro, quasi delle affermazioni di sfida al motto di “Questa storia esiste al di fuori dell’Universo di Kubrick”. Siamo dovuti andare da Stephen e parlare anche di questioni estremamente pratiche su alcuni personaggi che sono vivi alla fine del romanzo, ma non lo sono al termine del film di Shining. Come potevo affrontare questo problema? E, nello specifico, come dovevo pormi nei riguardi della particolare impostazione dell’Overlook creata da Kubrick? In maniera alquanto sorprendente, le idee che abbiamo esposto sono andate bene a Stephen e siamo andati via dalla chiacchierata non solo con la sua benedizione circa quello che avevamo intenzione di fare, ma anche con il suo incoraggiamento.

Il regista, che nel suo CV ha già un adattamento kinghiano prodotto da Netflix, Il Gioco di Gerald, ha rivelato che sia Stephen King che la fondazione di Stanley Kubrick hanno potuto vedere la versione finale del montaggio di Doctor Sleep. Un esame superato in entrambi i casi.

È sempre stata questa la speranza. Che ci fosse la possibilità di ritrovarsi in un universo in cui il film venisse apprezzato sia da Stephen King che dalla fondazione che si occupa di gestire le opere di Kubrick.

Questa la sinossi diffusa dalla Warner Bros. Pictures:

“Doctor Sleep” è il seguito della storia di Danny Torrance, a 40 anni dalla sua terrificante permanenza all’Overlook Hotel in Shining. Ewan McGregor, Rebecca Ferguson e Kyliegh Curran sono i protagonisti di questo thriller soprannaturale diretto da Mike Flanagan, basato su una sua sceneggiatura tratta dal romanzo di Stephen King.

Ancora irrimediabilmente segnato dal trauma che ha vissuto da bambino all’Overlook, Dan Torrance ha combattuto per trovare una parvenza di pace. Ma questa tregua va in frantumi quando incontra Abra, un’adolescente coraggiosa con un potente dono extrasensoriale, noto come la “luccicanza”. Riconoscendo istintivamente che Dan condivide il suo potere, Abra lo contatta, invocando disperatamente il suo aiuto contro la spietata Rose the Hat e i suoi seguaci, i membri del ‘True Knot’, che si nutrono della Luccicanza degli innocenti alla ricerca della loro immortalità. Formando un’improbabile alleanza, Dan e Abra si impegnano in una brutale lotta tra la vita e la morte contro Rose the Hat. L’innocenza di Abra e l’intrepida consapevolezza della sua Luccicanza costringono Dan a invocare i suoi stessi poteri come mai prima d’ora – affrontando immediatamente le sue paure e risvegliando i suoi fantasmi del passato.

“Doctor Sleep” è interpretato da Ewan McGregor (“Star Wars: Episodi I- La minaccia fantasma, II- L’attacco dei cloni e III – La vendetta dei Sith”, “T2 Trainspotting”) nel ruolo di Dan Torrance, da Rebecca Ferguson (i film “Mission: Impossible”, “The Greatest Showman”) in quello di Rose the Hat, e da Kyliegh Curran, al suo debutto in un lungometraggio, nel ruolo di Abra. Il cast principale include anche Carl Lumbly, Zahn McClarnon, Emily Alyn Lind, Bruce Greenwood, Jocelin Donahue, Alex Essoe e Cliff Curtis. Trevor Macy e Jon Berg sono i produttori del film, mentre Roy Lee, Scott Lumpkin, Akiva Goldsman e Kevin McCormick ne sono i produttori esecutivi. Il team creativo di Flanagan che ha lavorato dietro le quinte è composto dal direttore della fotografia Michael Fimognari (“The Haunting of Hill House”), dagli scenografi Maher Ahmad (“Duri si diventa”) ed Elizabeth Boller (“Terrore del silenzio”), e dalla costumista Terry Anderson (“Nella tana dei lupi”). La colonna sonora è opera dei The Newton Brothers (“The Haunting of Hill House”).

Warner Bros. Pictures presenta una produzione Intrepid Pictures / Vertigo Entertainment, un film di Mike Flanagan, “Doctor Sleep”, la cui uscita nelle sale italiane è prevista dal 31 ottobre 2019, sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures.