Durante la nostra coverage dedicata agli Oscar vi abbiamo raccontato di come Natalie Portman abbia preso posizione a modo suo in merito alla mancanza di registe donne in corsa agli Oscar nella categoria Miglior Regia.

L’attrice, che ritroveremo nei panni di Jane Foster in Thor: Love and Thunder di Taika Waititi, ha indossato un abito Dior con, ricamati, i nomi delle registe donne snobbate dall’Academy.

Ed è proprio per questo motivo che l’attrice si è attirata addosso le critiche di Rose McGowan che, con un post su Facebook, l’ha attaccata in maniera diretta ed esplicita esortandola a “smettere di fingere di essere una paladina di qualsiasi cosa che non sia lei stessa” perché “nella sua lunga carriera ha lavorato solo con due registe donne, una delle quali era lei […] Questo è quel genere di protesta che si becca le lodi dei media mainstream per la sua audacia. Audacia? Ma neanche di striscio. Siamo più dalle parti di un’attrice che recita la parte di una persona che si interessa a una data cosa. Così come fanno molti”.

La risposta di Natalie Portman non si è fatta attendere:

Sono d’accordo con la signora McGowan che non sarebbe accurato definirmi “audace” per aver indossato un abito con dei nomi di donne ricamati. L’audacia, il coraggio sono termini che associo con maggior forza alle azioni di quelle donne che, sotto incredibili pressioni, hanno testimoniato contro Harvey Weinstein nelle settimane scorse.

Nell’ultima manciata di anni le opportunità per le registe donne sono aumentate grazie allo sforzo collettivo di molte persone che hanno criticato il sistema. Come regalo, abbiamo ricevuto degli splendidi film. E mi auguro che quello che non voleva essere altro che un semplice cenno non vada a distrarci dai loro grandiosi risultati.

Ed è anche vero che ho fatto pochi film con delle donne. Nella mia lunga carriera mi è capitato in pochissime occasioni – ho fatto corti, pubblicità, video musicali e film con Marya Cohen, Mira Nair, Rebecca Zlotowski, Anna Rose Holmer, Sofia Coppola, Shirin Neshat e me stessa.

Sfortunatamente i film non realizzati che ho cercato di fare sono come delle storie di fantasmi.

Come ampiamente documentato da Stacy Smith della USC i film diretti da donne sono sempre stati difficilmente realizzabili tanto in seno agli studios quanto con i finanziamenti indipendenti. E se vengono realizzati, le donne devono fronteggiare enormi difficoltà durante la loro lavorazione. Mi è capitato qualche volta di aiutare delle registe donne a essere assunte per dei progetti che hanno poi dovuto abbandonare per via delle condizioni lavorative che dovevano affrontare. E anche dopo la loro realizzazione, difficilmente ottengono visibilità ai festival, o vengono distribuiti o si beccano dei riconoscimenti per via degli sbarramenti esistenti a ogni livello.

Per questo quello che voglio dire è che ho provato e continuerò a farlo. Anche se non ho ancora avuto successo, spero che stiamo entrando in un nuovo giorno.

Cosa ne pensate delle parole di Natalie Portman? Dite la vostra nello spazio dei commenti!