100% di apprezzamenti: la folle serie che fonde The Boys e Dragon Ball è pura adrenalina
Invincible su Prime Video ha quattro stagioni con 100% di apprezzamento critico: la serie animata basata sui fumetti di Robert Kirkman che unisce la violenza demistificante di The Boys con le battaglie sovrumane di Dragon Ball Z.
C'è una serie su Prime Video che in quattro stagioni non ha mai sbagliato un colpo, ha mantenuto il 100% di apprezzamento critico stagione dopo stagione e ha costruito una fedele base di fan che cresce senza interruzioni dal 2021. Si chiama Invincible, è animata, è tratta dai fumetti di Robert Kirkman, il creatore di The Walking Dead, e il modo più rapido per descriverla a chi non l'ha mai vista è questo: prendi la brutalità demistificante di The Boys, aggiungici le battaglie aeree a velocità supersoniche di Dragon Ball Z, mescolali con una scrittura che non ha paura di colpire i personaggi a cui ti sei affezionato, e hai qualcosa che assomiglia a Invincible senza essere ancora Invincible, perché la serie riesce a essere più di questa somma.
La storia: Mark Grayson e la scoperta più devastante della sua vita
Mark Grayson è un adolescente americano con un padre famoso. Molto famoso: Nolan Grayson, conosciuto come Omni-Man, è considerato l'eroe più potente della Terra, una specie di Superman con la giacca di pelle. Mark eredita i superpoteri del padre e comincia il suo percorso da eroe in erba, con il nome di Invincible, affiancato da mentori, compagni di squadra e la ragazza di cui è innamorato. Per circa metà della prima stagione, la serie sembra una classica storia di origine superoistica, costruita con cura ma senza particolari sorprese.
Poi arriva il finale della prima stagione. E tutto cambia. Chi ha già visto la serie sa di cosa si parla. Chi non l'ha vista deve arrivarci senza spoiler, perché lo schiaffo narrativo che conclude la stagione 1 è uno di quei momenti televisivi che si ricordano con precisione negli anni successivi: dove eri, con chi stavi guardando, come hai reagito. La premessa di Invincible si rivela essere qualcosa di completamente diverso da quello che sembrava, e da quel momento la serie non torna mai indietro.Perché il confronto con The Boys e Dragon Ball è preciso
Il confronto non è solo un gioco di marketing. The Boys e Invincible condividono l'ambientazione editoriale, la casa produttrice, e soprattutto la stessa operazione concettuale di fondo: usare i superpoteri come lente su qualcosa di più oscuro, mostrare cosa succede quando gli esseri con poteri illimitati non sono eroi ma qualcosa di molto meno rassicurante. L'ambiguità morale, la violenza come conseguenza reale e non come spettacolo sterilizzato, la messa in discussione dell'architettura del supereroe classico: tutto questo è presente in entrambe le serie, con toni diversi ma con la stessa radice critica.
Il confronto con Dragon Ball Z è invece visivo e fisico. Dalla terza stagione in poi, Invincible ha progressivamente abbracciato le sensibilità dell'anime nelle sequenze d'azione: scontri aerei a velocità impossibili, guerrieri alieni con livelli di potere escalanti, combattimenti che devastano città intere e durano episodi interi. Nella stagione 4, con la trama della Guerra dei Viltrumiti al centro di tutto, quella direzione diventa esplicita: i Viltrumiti, la razza aliena militarista di cui Omni-Man fa parte, combattono con una fisicità e un'intensità che non ha precedenti nella televisione animata americana. Thragg, il villain introdotto in questa stagione, è già considerato uno dei personaggi più riusciti dell'intera serie.
Quattro stagioni senza un passo falso: i numeri
La stagione 1 ha introdotto il mondo, costruito i personaggi e devastato le aspettative del pubblico con il suo finale. La stagione 2 ha esplorato le conseguenze, introdotto il primo vero super-villain della serie in Angstrom Levy e ha dimostrato che la serie sapeva gestire la complessità emotiva oltre quella d'azione. La stagione 3 ha portato la narrazione nel Multiverso, ampliando la scala in modo vertiginoso. La stagione 4 ha portato la Guerra dei Viltrumiti al centro della scena, con una sequenza di episodi consecutivi considerati dai fan tra i migliori prodotti dalla serie, pagando storyline seminate fin dalla prima stagione.
L'unica nota leggermente più bassa è l'episodio "Hurm" della stagione 4, scritto esclusivamente per la serie televisiva senza base fumettistica: è l'episodio meno amato della stagione, e non è un caso. È anche la conferma involontaria di quanto la fedeltà alla roadmap narrativa dei fumetti sia uno dei punti di forza del progetto. Le serie televisive che si allontanano dalla fonte tendono a perdere qualità, come dimostrano Umbrella Academy, Game of Thrones e The Walking Dead nella sua fase centrale. Invincible ha una mappa precisa davanti a sé, e finché non decide di ignorarla, i presupposti per mantenere il 100% restano solidi.
La stagione 5 e il futuro della serie
Con la Guerra dei Viltrumiti conclusa, la stagione 5 di Invincible si trova per la prima volta a dover costruire una direzione narrativa senza il motore che ha spinto le prime quattro stagioni. I Viltrumiti non sono scomparsi dall'universo della serie, ma non sono più la forza dominante. La premessa è ribaltata, e il compito della quinta stagione è tracciare una nuova traiettoria convincente. Gli autori hanno il vantaggio di avere davanti a sé l'intera seconda metà dei fumetti come materiale di riferimento, con la possibilità di ulteriori tre stagioni che porterebbero la serie alla conclusione del materiale originale. In Italia Invincible è disponibile su Prime Video con tutte e quattro le stagioni.