American Blue: la nuova serie TV HBO ribalta la tradizione delle serie poliziesche sul piccolo schermo

American Blue è la nuova serie poliziesca HBO con Milo Ventimiglia. 15 episodi per stagione per rinnovare il genere cop drama come fatto con The Pitt.

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HBO non si ferma mai. Dopo aver conquistato il pubblico con The Pitt, il medical drama che ha riportato vita in un genere considerato ormai stanco, il network punta a replicare lo stesso miracolo con i poliziotteschi. Il progetto si chiama American Blue, e promette di fare con le serie poliziesche quello che The Pitt ha fatto con quelle ospedaliere: respirare aria fresca in un formato che sembrava destinato alla ripetizione infinita.

La notizia arriva da Deadline, che conferma lo sviluppo di questo ambizioso cop drama con un cast e una crew di tutto rispetto. Al centro della scena c'è Milo Ventimiglia, volto amatissimo dal pubblico televisivo grazie a This Is Us, che interpreta Brian "Milk" Milkovich. Il personaggio torna nella sua città natale, Joliet in Illinois, per salvare un corpo di polizia in difficoltà mentre cerca anche una propria forma di redenzione personale. Dietro la macchina da presa c'è David Ayer, regista noto per il suo sguardo crudo e documentaristico sul mondo delle forze dell'ordine, mentre Jeremy Carver ricopre il ruolo di showrunner.

Ma cosa rende American Blue diversa dalle centinaia di serie poliziesche che hanno invaso i nostri schermi negli ultimi decenni? La risposta sta nella strategia che HBO ha già sperimentato con successo. Sarah Aubrey, responsabile della programmazione originale di Max, ha tracciato un parallelo esplicito tra i due progetti: "Come con The Pitt, il nostro obiettivo di stagioni più lunghe permetterà agli spettatori di immergersi profondamente in questo mondo attraverso molteplici episodi e di tornarci su base annuale".



Questa dichiarazione svela l'intenzione del network: creare serie con stagioni da 15 episodi che mantengano alcuni elementi del formato procedurale classico, ma li arricchiscano con quella complessità narrativa e quel respiro che caratterizzano la televisione di prestigio. The Pitt ha dimostrato che la formula funziona, ottenendo risposte entusiastiche da critica e pubblico. Ogni episodio del medical drama copre un'ora di una giornata lavorativa in ospedale, mantenendo quella struttura episodica che ha reso celebri serie come ER, ma intrecciandola con archi narrativi più ampi e personaggi dalla psicologia stratificata.

American Blue sembra destinata a seguire la stessa strada. Le serie poliziesche hanno dominato la televisione per decenni, da Hill Street Blues a Law & Order, passando per The Shield e The Wire. Ma negli ultimi anni il genere si è cristallizzato in formule ripetitive: casi che si aprono e si chiudono nell'arco di 42 minuti, personaggi bidimensionali, situazioni prevedibili. Il pubblico ha iniziato a stancarsi, cercando narrazioni più sofisticate e meno schematiche.

La scommessa di HBO è proprio questa: scalare indietro gli elementi procedurali più logori e sostituirli con quella qualità drammaturgica che ha reso il network sinonimo di eccellenza. Non si tratta di eliminare completamente la struttura episodica, che ha i suoi pregi in termini di accessibilità e ritmo, ma di bilanciarla con sviluppi di personaggi più ricchi, temi sociali complessi e una fotografia della realtà poliziesca meno idealizzata e più sfaccettata.

La scelta di Milo Ventimiglia non è casuale. L'attore porta con sé un capitale di simpatia costruito in anni di ruoli che hanno dimostrato la sua capacità di incarnare personaggi tormentati ma fondamentalmente buoni, capaci di vulnerabilità ma anche di forza. Un eroe imperfetto che cerca redenzione è esattamente il tipo di protagonista che funziona nella televisione contemporanea, lontano anni luce dai detective infallibili e dalle guardie senza macchia del passato.

David Ayer, dal canto suo, ha già dimostrato con film come End of Watch e Harsh Times di saper raccontare il mondo delle forze dell'ordine con uno sguardo che non concede sconti ma nemmeno giudizi sommari. La sua regia tende al realismo sporco, alle tonalità desaturate, a una tensione che non si scioglie mai del tutto. Applicare questa sensibilità a un formato televisivo più lungo potrebbe risultare qualcosa di davvero speciale.

Fonte / Deadline.com
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