Avatar 4, l'annuncio di Sam Worthington: "Stravolgerà completamente il franchise"
Avatar 4 rivoluzionerà la saga? Tra salti temporali e i dubbi sul budget di Cameron, Sam Worthington promette una svolta radicale per il franchise di Pandora
Inutile negarlo, il cinema di James Cameron ha sempre avuto un superpotere: 'blindare' la nostra pazienza con attese lunghe anni in cambio di miracoli visivi. I fumi digitali di Avatar: Fuoco e Cenere si stanno ancora diradando nelle sale, ma il dibattito si è già spostato oltre il consentito.
Leggendo tra le righe delle sue dichiarazioni ("Cambiano completamente le dinamiche e il mondo intero"), quel che emerge è il ritratto di un attore sinceramente entusiasta per la nuova sfida cinematografica. O forse solo magnificamente addestrato dalla Disney. Ma facendo un passo oltre il brivido dell’iperbole hollywoodiana, si nasconde un’industria cinematografica che sta facendo i conti con la realtà.
Il salto temporale e la muta del racconto
Dal punto di vista puramente narrativo, le indiscrezioni sul quarto capitolo suggeriscono una sterzata interessante. Superato il primo atto, la sceneggiatura firmata da Cameron e Josh Friedman prevede un salto temporale di ben otto anni. Un espediente classico ma efficace per aggirare l’invecchiamento del giovane cast e, soprattutto, per rimescolare le carte in tavola.
Fuoco e Cenere non ha replicato il trionfo d’incassi del predecessore, si è scontrato con una critica decisamente più affilata e un pubblico meno propenso al miracolo automatico. Lo stesso James Cameron, solitamente immune alle logiche del risparmio, ha ammesso la necessità di ridimensionare i budget per i capitoli successivi. E il motivo non è difficile da indovinare: la fantascienza iperbolica di Pandora non può più permettersi assegni in bianco in un’epoca di contrazione delle sale.
Ufficialmente, il calendario fissa l'uscita di Avatar 4 per il 19 dicembre 2029. Ma a Hollywood le date sono scritte sulla sabbia, specialmente quando c’è di mezzo la renderizzazione di interi ecosistemi oceanici o forestali. La sfida di Cameron è duplice, dovrà stupire con una nuova tecnologia e allo stesso tempo dimostrare che il pubblico globale ha ancora fame di questa epopea ecologista.