FILM

Bradley Cooper e una pillola miracolosa, su Prime Video: cosa succede quando usi tutto il tuo cervello

Bradley Cooper nel thriller del 2011 sulla pillola NZT che sblocca il cervello. Trama e cast del film di Neil Burger.

Condividi

Cosa faresti se potessi accedere al cento per cento del tuo cervello? È la domanda che sta al centro di Limitless, il thriller fantascientifico del 2011 disponibile su Prime Video diretto da Neil Burger e interpretato da un Bradley Cooper al culmine del suo fascino. Il film non è esattamente quello che ci si aspetta da una premessa così ambiziosa, ma questo non significa che sia una delusione. Anzi. Eddie Morra è uno scrittore che non ha mai scritto nulla. Vive in un appartamento che sembra una discarica, ha il blocco dello scrittore più totale e la sua fidanzata, una donna che ha messo insieme i pezzi della propria vita, lo ha appena mollato. Eddie non è contento di sé stesso e lo ammette con disarmante onestà quando incontra per caso un vecchio conoscente. Questo tizio ha proprio quello che ci vuole: una pillola sperimentale che permette di utilizzare il cento per cento delle capacità cerebrali, contro il misero venti per cento che usiamo normalmente. Eddie è scettico ma non ha nulla da perdere. Quando ingoia quella compressa, il mondo cambia.

La scena della prima assunzione è magistrale. Neil Burger, già apprezzato per L'illusionista, ci mette letteralmente nei panni di Eddie mentre tutto intorno a lui passa da una nebbia indistinta a una nitidezza accecante. Ogni dettaglio balza in primo piano, ogni ricordo sepolto torna accessibile istantaneamente, ogni connessione neuronale si attiva con una velocità spaventosa. Eddie può ricordare tutto ciò che ha mai visto o imparato e processarlo al volo. È una rivelazione, nel senso più letterale del termine. Burger gioca molto con gli effetti visivi e con il voice-over di Cooper, creando un'atmosfera che ricorda parecchio Fight Club di David Fincher. Limitless non ha la profondità narrativa o la complessità psicologica del capolavoro di Fincher, ma potremmo definirlo una sorta di Fight Club Lite. E non è affatto un'etichetta negativa. Il film sa cosa vuole essere: un'esperienza adrenalinica, visivamente stimolante, che ti porta a spasso per un'ora e mezza senza mai annoiarti.

Naturalmente, come in ogni favola moderna che si rispetti, i guai non tardano ad arrivare. Eddie scopre che altre persone non solo conoscono l'esistenza di questa droga miracolosa, ma sono disposte a tutto pur di metterci le mani sopra. Con una scorta limitata di pillole, il protagonista si lancia in una corsa contro il tempo per trasformare radicalmente la propria esistenza: soldi, successo, potere. Ma ogni beneficio ha il suo prezzo e gli effetti collaterali non tardano a manifestarsi. Il film regge quasi interamente sulle spalle di Bradley Cooper e sul suo carisma naturale. È talmente affabile e fotogenico che è impossibile non stare dalla sua parte, anche quando le sue scelte morali diventano discutibili. Dall'altra parte dello spettro c'è Robert De Niro che fa Robert De Niro, e quando lo fa è sempre un piacere vederlo. In un ruolo minore ma memorabile spicca anche Andrew Howard nei panni di un boss mafioso russo decisamente pericoloso: il suo personaggio e la sua interpretazione sono tra gli elementi più godibili dell'intera pellicola.

La sceneggiatura di Leslie Dixon, basata sul romanzo di Alan Glynn, è solida e intelligente senza essere pretenziosa. Dixon, che ha firmato copioni come Mrs. Doubtfire e Il caso Thomas Crown, sa come mantenere il ritmo e dosare le rivelazioni. Non conoscendo il materiale originale è impossibile dire quanto il film si discosti dal libro, ma il risultato finale funziona bene sullo schermo. Limitless non è un film profondo. Non scava davvero nelle implicazioni etiche di una sostanza che potrebbe cambiare l'umanità, né esplora a fondo le conseguenze psicologiche della dipendenza da una droga che ti rende, letteralmente, superumano. C'è un'attenzione superficiale a questi temi, certo, ma non aspettatevi un dramma esistenziale o un pamphlet moraleggiante. Il tono è quello del popcorn movie intelligente, dello svago ben confezionato che non insulta la tua intelligenza ma nemmeno pretende di cambiarti la vita.

Il finale è abbastanza prevedibile, considerato il registro scelto, ma non per questo insoddisfacente. C'è una certa coerenza nel modo in cui la storia si chiude, anche se lascia qualche domanda aperta e qualche desiderio di maggiore sostanza. Il film è slick, liscio, efficace. Ti intrattiene senza farti troppo pensare, ma non ti fa sentire come se avessi sprecato il tuo tempo. Limitless è quel tipo di thriller che funziona benissimo per una serata in cui vuoi staccare la spina senza rinunciare a un minimo di stimolazione intellettuale. Cooper è al suo meglio, la regia è creativa, il ritmo serrato. Non cambierà il cinema come lo conosciamo e probabilmente tra un mese ti ricorderai solo a grandi linee la trama, ma nel mentre ti tiene incollato allo schermo. E a volte, è esattamente quello di cui abbiamo bisogno.

Continua a leggere su BadTaste