Cannes 2026, Asghar Farhadi rompe il silenzio sulla censura: “Non filmerò più nel mio Paese”
Asghar Farhadi è tornato per la quinta volta in Competizione a Cannes, ma questa volta con un peso diverso sulle spalle.
Asghar Farhadi è tornato per la quinta volta in Competizione a Cannes, ma questa volta con un peso diverso sulle spalle. Il regista iraniano premio Oscar porta sulla Croisette "Parallel Tales", un dramma in lingua francese con un cast stellare che include Isabelle Huppert, Vincent Cassel, Catherine Deneuve, Virginie Efira, Pierre Niney e Adam Bessa. Ma dietro il glamour del red carpet si nasconde una storia di resistenza silenziosa, di un artista che ha scelto l'esilio creativo senza abbandonare la propria terra.
L'ultimo film girato in patria è stato "A Hero", che nel 2021 conquistò il Grand Prix a Cannes. Da allora, silenzio produttivo sul fronte iraniano. Farhadi lavora all'estero - Stati Uniti, Francia - ma appena il ciak finale echeggia sul set, lui torna a casa. "Vengo all'estero per fare film ma appena il lavoro è finito torno a casa mia, che è l'Iran", ha spiegato. Un pendolarismo forzato, una condizione che molti artisti iraniani conoscono bene: creare fuori, vivere dentro, in un equilibrio precario tra libertà espressiva e radici identitarie.
Quando gli è stato chiesto cosa provi riguardo alla situazione attuale del suo paese, la risposta è stata carica di una commozione trattenuta: "Come tutti, immagino, amo il mio paese, amo la mia terra, e niente conta più della mia terra in questi giorni". Parole semplici, quasi banali nella loro onestà, ma che pesano come macigni in un contesto dove pronunciarle significa esporsi, prendere posizione senza poter tornare indietro.
Precisiamo che il film arriva a Cannes in un momento particolare per il cinema iraniano, visto che dopo le proteste del 2022 legate al movimento "Donna Vita Libertà", molti artisti hanno lasciato il paese o sono stati costretti al silenzio. Farhadi rappresenta una terza via: né l'esilio totale né la sottomissione alle regole della censura. È una posizione scomoda, probabilmente insostenibile nel lungo periodo, ma per ora gli permette di mantenere un legame con la sua terra senza tradire la sua integrità artistica.
Il cast di Parallel Tales raccolto per questo progetto è un'ulteriore testimonianza del prestigio internazionale raggiunto dal regista. Catherine Deneuve, icona assoluta del cinema francese, Vincent Cassel, Virginie Efira e Pierre Niney rappresentano diverse generazioni e sensibilità del cinema transalpino. Adam Bessa, attore franco-tunisino emergente, porta invece una voce nuova, quella delle periferie e delle identità molteplici che caratterizzano la Francia contemporanea.