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Catherine O'Hara su Prime Video, nella serie capolavoro da 9 Emmy appena approdata sulla piattaforma

Schitt's Creek, la serie canadese che ha conquistato il mondo: dalla caduta della famiglia Rose al trionfo agli Emmy 2020.

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Cosa succede quando una famiglia miliardaria perde tutto dall'oggi al domani e si ritrova a vivere in un motel fatiscente di una cittadina sperduta del Canada? Nasce Schitt's Creek, la serie televisiva canadese appena approdata su Prime Video che ha conquistato il mondo intero trasformando una premessa apparentemente semplice in un fenomeno culturale capace di battere record storici agli Emmy Awards. Creata nel 2015 da Dan Levy insieme al padre Eugene Levy, la serie racconta la caduta rovinosa della famiglia Rose. Johnny Rose, interpretato proprio da Eugene Levy, è un ex magnate delle videoteche che ha costruito un impero. Sua moglie Moira, interpretata dalla straordinaria Catherine O'Hara, è un'ex stella delle soap opera abituata ai riflettori e al lusso sfrenato.

Poi ci sono i loro due figli adulti: David, hipster viziato e incapace di affrontare la realtà (Dan Levy), e Alexis, mondana superficiale cresciuta tra yacht e feste esclusive (Annie Murphy). La loro vita dorata si sgretola in un istante quando il manager di famiglia li truffa, lasciandoli letteralmente sul lastrico. L'unica risorsa che rimane ai Rose è un bene bizzarro acquistato anni prima quasi per scherzo: Schitt's Creek, una piccola cittadina dimenticata da Dio che Johnny aveva comprato per il figlio David come regalo di compleanno nel 1991. Un gesto ironico che si trasforma nella loro ancora di salvezza. Costretti a trasferirsi in questo luogo che rappresenta l'esatto opposto del loro mondo patinato, i Rose devono reinventarsi completamente.

Il motel Rosebud, gestito dalla laconicamente cinica Stevie Budd (Emily Hampshire), diventa la loro nuova dimora. Due camere adiacenti, arredi degli anni Ottanta mai aggiornati, un distributore automatico come punto ristoro: benvenuti nella nuova normalità. La cittadina stessa, con i suoi abitanti inizialmente percepiti come "provinciali" dai Rose, si rivela un microcosmo ricco di umanità. Il sindaco Roland Schitt (Chris Elliott) e sua moglie Jocelyn (Jennifer Robertson) rappresentano quella normalità piccolo-borghese che la famiglia protagonista aveva sempre disprezzato, ma che nasconde saggezza e calore. Ronnie, Bob, il veterinario Ted Mullens (Dustin Milligan), la cameriera Twyla Sands (Sarah Levy): ognuno di loro contribuisce a tessere una rete di relazioni autentiche che i Rose non avevano mai sperimentato.

Catherine O'Hara, perfetta nei panni dell'eccentrica Moira con i suoi abiti stravaganti e le parrucche improbabili, fu la prima e unica scelta per il ruolo. Aveva già lavorato con Eugene Levy nella sketch comedy Second City Television e in diversi film di Christopher Guest. Inizialmente rifiutò, spiegando di non volersi legare a un progetto a lungo termine. Ma Levy non si arrese, e alla fine O'Hara accettò, chiedendo però di poter rimandare la decisione definitiva dopo le riprese del primo episodio. Il resto è storia della televisione. Il vero trionfo di Schitt's Creek arrivò nel 2020, quando la sesta e ultima stagione spazzò via letteralmente gli Emmy Awards, vincendo in tutte le principali categorie comedy.

Miglior serie, miglior regia, miglior sceneggiatura, e premi di recitazione per Eugene Levy, Catherine O'Hara, Dan Levy e Annie Murphy. Un risultato senza precedenti che ha consacrato la serie come una delle comedy più amate e premiate della storia della televisione. Una serie da 22 minuti per episodio che si lascia guardare con facilità, ma che lascia un segno profondo. Perché dietro le risate, i dialoghi brillanti e le situazioni paradossali, c'è una riflessione sincera su cosa significhi davvero essere ricchi: non di denaro, ma di relazioni, accettazione e amore.

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