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Su Prime Video è approdato il debutto alla regia di Sacha Baron Cohen: film geniale o scandaloso?

Sacha Baron Cohen torna con Ali G. Who Iz I? e un trailer provocatorio con Borat che invita al boicottaggio. Satira estrema tra polemiche e genialità comica.

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Sacha Baron Cohen non conosce mezze misure. E quando si tratta di satira, non risparmia nessuno, nemmeno se stesso. Il comico britannico approda su Prime Video con Ali G. Who Iz I?, un film che segna il suo debutto dietro la macchina da presa e che già prima dell'uscita ha scatenato un putiferio mediatico fatto di polemiche, accuse di razzismo e appelli al boicottaggio. La risposta di Cohen a queste critiche preventive? Un secondo trailer che ribalta completamente la narrazione e trasforma le accuse in una delle gag più geniali e stratificate della sua carriera. A presentare il filmato non è infatti Ali G in persona, ma un altro personaggio iconico del repertorio dell'attore: Borat Sagdiyev, il "giornalista" kazako che ha già fatto la storia della commedia provocatoria.

Con la sua inconfondibile parlata e i suoi baffi caratteristici, Borat afferma di aver visionato il film e di essere rimasto deluso: non lo ha trovato abbastanza razzista. Per questa ragione, invita il pubblico a boicottarlo. Un meta-commento sulla cultura della cancellazione e sulle polemiche a priori che dimostra come Cohen sia perfettamente consapevole delle critiche che gli vengono mosse e sappia trasformarle in materiale comico. Ma le sorprese non finiscono qui. Il trailer procede presentando altri due personaggi interpretati da Cohen nel film, in quello che è diventato il suo marchio di fabbrica: il trasformismo estremo al servizio della satira senza filtri. Vediamo così un presunto membro di un gruppo terrorista che viene identificato come appartenente ai "Liberali", il quale incita il pubblico afroamericano a reagire all'appropriazione culturale perpetrata dall'autore stesso. La satira politica si fa tagliente, scomoda, provocatoria.

Ciò che rende queste scene particolarmente efficaci e autentiche sono le reazioni genuine delle persone coinvolte. Come nei suoi lavori precedenti, Cohen si infiltra in contesti reali con identità false, e le persone con cui interagisce non hanno la minima idea di trovarsi di fronte a un attore. Questo metodo, che ha reso celebri opere come Borat e Brüno, trasforma ogni scena in un esperimento sociologico tanto inquietante quanto esilarante. Ali G. Who Iz I? è strutturato come un mockumentary, un finto documentario che segue il protagonista mentre si infiltra in vari ambienti americani. La trama ufficiale racconta che dopo vent'anni passati a sballarsi, il rapper Ali G scopre scioccato che la sua fidanzata di vecchia data, Julie, è incinta di otto mesi. Con una bocca in più da sfamare, decide di partire per l'America per reclamare la sua passata gloria, ma incontra presto avversari che minacciano la sua vita e quella del futuro figlio.

Le riprese del film si sono protratte per due anni, un dettaglio che sottolinea la complessità del progetto e la necessità di costruire situazioni credibili in cui calare i personaggi. Cohen ha dovuto mantenere il massimo riserbo durante tutta la produzione per evitare che le sue "vittime" lo riconoscessero, rendendo ogni interazione autentica e imprevedibile. Il film rappresenta anche il debutto alla regia per Sacha Baron Cohen, che dopo anni passati a perfezionare il suo mestiere davanti alla camera decide di prendere il controllo totale della visione creativa. Una scelta che testimonia la maturità artistica di un comico che ha sempre usato il riso come strumento di denuncia sociale e politica.

La satira di Cohen non risparmia davvero nessuno: destra, sinistra, liberali, conservatori, questioni razziali, appropriazione culturale, estremismi di ogni tipo. È questo l'approccio universalmente provocatorio che ha reso l'attore britannico una figura tanto celebrata quanto discussa, capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo, spesso creando un disagio necessario per mettere in luce le contraddizioni della società contemporanea. Resta da vedere se il pubblico sarà pronto ad accogliere questo ritorno di Ali G con lo stesso entusiasmo riservato alle precedenti incarnazioni dei personaggi di Cohen, o se le polemiche preventive avranno la meglio. Una cosa è certa: l'indifferenza non sarà un'opzione.

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