Cosa ha detto il ministro Bonisoli sulle finestre di sfruttamento e a cosa fa davvero riferimento
Le dichiarazioni del ministro Bonisoli sulle finestre di sfruttamento sembrano una novità ma è solo l'attuazione della legge cinema
Il ministro ha detto:
Inoltre, per come l’ANSA riporta le dichiarazioni, il ministro ha anche detto che il decreto in questione consentirà:
"ai gestori dei cinema di sfruttare appieno l'investimento per migliorare le sale e offrire un'esperienza di visione sempre più emozionante"
Non è quindi una decisione di Bonisoli o un provvedimento di questo governo. Come del resto non è una decisione che ha una qualche influenza sulla questione (molto discussa e in molti casi collegata a queste dichiarazioni) della distribuzione di titoli in contemporanea tra sala e streaming, come sono quelli di Netflix, nonostante vorrebbe. La norma stessa infatti prevede che riduzioni della window siano ammesse solo se “nel periodo di programmazione del film non venga fatta attività di lancio e promozione della successiva disponibilità dell’opera attraverso fornitori di servizi di media audiovisivi”. Vuol dire, per fare un esempio, che Netflix mentre un suo film è al cinema non dovrebbe pubblicizzare in alcun modo il fatto che lo stesso sarà sulla sua piattaforma per poterlo programmare meno di 105 o 60 giorni dopo la corsa in sala.
Tuttavia tutto questa non è una regola che blocca esercenti o distributori (i cinema sono delle imprese private e ognuno è libero di programmare quel che crede), sono solo regole che consentono l’accesso ai fondi dedicati alla distribuzione e alla produzione. Dunque Netflix, o chi per esso, sarà libero (d’accordo con le sale) di non rispettare le window sapendo che non questo gli impedirà di accedere ai fondi che lo stato prevede per chi invece le rispetta.