Dalle pagine di Runway al buon cibo italiano: il viaggio gastronomico di Stanley Tucci continua su Disney+
Tucci in Italy torna con la seconda stagione su Disney+. Un viaggio gastronomico in 5 regioni tra tradizioni, cucina e cultura italiana.
"In Italia, il cibo non è mai solo cibo. È memoria, identità e, a volte, una discussione in piena regola". Così Stanley Tucci introduce la seconda stagione di Tucci in Italy, il suo viaggio gastronomico da oggi disponibile su Disney+, dopo la première su National Geographic. E ha ragione, maledettamente ragione. Perché quando un attore americano pluripremiato decide di esplorare le nostre regioni con la reverenza di un pellegrino e la curiosità di un bambino, qualcosa dentro di noi si muove. Tra orgoglio e una punta di invidia per chi può permettersi di girare l'Italia mangiando per lavoro.
Tucci non è nuovo a queste scorribande. Il suo amore per l'Italia affonda nelle radici familiari, in quel legame viscerale che solo chi ha sangue italiano nelle vene può comprendere. Dopo due stagioni precedenti su CNN, ora torna con National Geographic per attraversare cinque regioni che sono cinque universi gastronomici distinti: Campania con la sua Napoli leggendaria, la Sicilia dei templi e dei sapori arabi, le Marche sommesse e autentiche, la Sardegna arcaica e misteriosa, il Veneto tra Prosecco e risaie.
Questa seconda stagione, composta da cinque episodi, è un'indagine su come il passato continui a plasmare il presente attraverso i piatti che mangiamo, le ricette tramandate, i gesti ripetuti in cucina da generazioni. Tucci non si limita a assaggiare: ascolta, osserva, connette. Visita l'isola di Procida, la più piccola e meno battuta delle tre principali isole campane, con le sue case color pastello che sembrano dipinte da un artista impressionista. Si aggira tra i pomodori coltivati nell'Azienda Agricola Rosso Vesuvio, all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio, dove la terra vulcanica regala sapori che non esistono altrove.
In Sicilia, l'architettura parla quanto il cibo. Il Duomo di Palermo, stratificato da culture normanne, bizantine e arabe, racconta secoli di contaminazioni. Il Tempio della Concordia nella Valle dei Templi, eretto dai Greci tra il 440 e il 430 avanti Cristo, è lì a ricordare che questa terra è sempre stata un crocevia. E poi c'è la cucina all'aperto, con i prodotti eccellenti e vibranti dell'isola, che trasforma ogni pasto in un'esperienza memorabile.
La Sardegna offre un altro livello di profondità. I nuraghi, quelle antiche fortezze megalitiche che punteggiano il paesaggio come sentinelle di pietra, parlano di una civiltà che ancora oggi custodisce segreti. Tucci cucina con Giuseppe Bertoleoni, erede al trono del Regno di Tavolara, un'isoletta al largo della costa nordorientale sarda. E mentre preparano i culurgiones, quei ravioli ripieni di patate, pecorino e menta che sono pura poesia sarda, capisci che ogni piatto racconta una storia di resistenza, isolamento, identità.
Le Marche sono forse la regione più sottovalutata d'Italia. Stretta tra il mare Adriatico e gli Appennini, offre paesaggi collinari da cartolina e una cucina che non fa sconti. A Urbino, il Palazzo Ducale patrimonio UNESCO domina la città, mentre al ristorante Da Emilia gli spaghetti con le cozze sono un classico che non tradisce mai. A Senigallia, la spiaggia famosa per la sua sabbia finissima si riempie di ombrelloni ordinati come un esercito in pausa, testimonianza di quella ricerca della bellezza ordinata che è così italiana.
Nel Veneto, Tucci chiude il cerchio tra montagne e mare, tra le Dolomiti e l'Adriatico. Cucina insieme alla food writer Valeria Necchio, esplora la più antica riseria ancora funzionante d'Italia, partecipa alla riunione della Confraternita di Valdobbiadene per scegliere la migliore bottiglia di Prosecco dell'anno. E naturalmente c'è il tiramisù, quel dessert che il Veneto rivendica come proprio, con i savoiardi imbevuti di caffè ricoperti di mascarpone e cacao, dolcezza che chiude ogni pasto come un abbraccio.
C'è qualcosa di irresistibile nel vedere Tucci percorrere strade di campagna, sedersi a tavole familiari, sporcarsi le mani in cucina. La sua essenza, come la definisce il comunicato ufficiale, è coinvolgente e autentica. Guardare i suoi programmi significa immaginare di essere lì, bicchiere di vino in mano, a condividere quelle esperienze morso dopo morso.