FILM

Dev Patel e Nicole Kidman su Prime Video, nella storia che nemmeno The Millionaire aveva osato raccontare

La storia vera di Saroo Brierley, bambino indiano che dopo 25 anni ritrova la madre grazie a Google Earth. Analisi del film con Dev Patel e Nicole Kidman.

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Quando i titoli di coda scorrono sullo schermo, il pubblico di Lion - La strada verso casa, disponibile su Prime Video, rimane inchiodato alla poltrona, incapace di muoversi. È quella sensazione rara, quella mescolanza indescrivibile di tristezza travolgente, speranza, ispirazione e inquietudine che ti lascia senza parole. E la cosa più straordinaria è che non si tratta di finzione hollywoodiana: ogni singolo fotogramma di questa storia è maledettamente vero. Lion, distribuito nelle sale americane a partire da New York e Los Angeles nel novembre 2016, racconta la vicenda di Saroo Brierley, un bambino indiano di cinque anni che, per un tragico errore, viene separato dal fratello e dalla madre nel labirintico sistema ferroviario indiano.

Perso, solo, terrorizzato, finisce adottato da una giovane coppia australiana che gli offre una nuova vita dall'altra parte del mondo. Ma puoi davvero cancellare i primi cinque anni della tua esistenza come se non fossero mai accaduti? Per anni, Saroo cresce come un australiano a tutti gli effetti, cercando di non pensare a quel passato sfocato che appartiene a un'altra vita. Poi, al college, un incontro casuale con un gruppo di studenti indiani gli cambia tutto. Gli offrono dei jalebi, quei dolci a spirale immersi nello sciroppo che si trovano in ogni angolo di strada in India. Un morso, e il sapore risveglia qualcosa di profondo, sepolto. I ricordi iniziano a riemergere come frammenti di un sogno dimenticato, e Saroo capisce di aver perso non solo una famiglia, ma un'intera identità.

Da quel momento, la sua vita diventa un'ossessione. Armato solo di ricordi frammentari di un bambino di cinque anni e di Google Earth, Saroo inizia una ricerca estenuante per ritrovare il suo villaggio natale. La sfida è titanica: in India esistono migliaia e migliaia di stazioni ferroviarie, e lui deve identificare quella giusta basandosi su immagini satellitari e su memorie incerte di due decenni prima. Passare al setaccio ogni singolo binario, ogni piccolo insediamento, diventa un lavoro mentale massacrante che lo consuma dall'interno. La ricerca lo trasforma. Saroo inizia ad allontanare chi gli sta vicino: la fidanzata Lucy, che non riesce a raggiungerlo nel suo tormento, e soprattutto i genitori adottivi, Sue e John Brierley.

Per sua madre Sue, il dolore è doppio: vede Saroo soffrire mentre già deve gestire il trauma continuo del fratello adottivo di Saroo, anche lui con un passato difficile alle spalle. La famiglia che con tanto amore aveva costruito sembra sgretolarsi sotto il peso di un passato che reclama il suo posto. Il film, diretto da Garth Davis, si divide nettamente in due metà: la prima segue il piccolo Saroo, interpretato dal giovanissimo Sunny Pawar, nella sua odissea di bambino perduto; la seconda mostra l'adulto Saroo, con il volto di Dev Patel, nella sua ricerca ossessiva. E qui emerge uno dei difetti della pellicola: la prima parte, cruda, viscerale, interpretata con una naturalezza disarmante da Pawar, risulta decisamente più potente della seconda. Davis tenta di ricucire le due metà attraverso flashback e visioni del passato che irrompono nel presente, ma la frattura resta visibile.

Eppure, nonostante questi difetti, Lion funziona. Funziona alla grande. Sunny Pawar è una rivelazione assoluta: divertente, dolce e straziante, passa da fratellino rompiscatole ad adorabile a bambino che perde tutto ciò che conosce in un battito di ciglia. La sua performance merita ogni riconoscimento possibile. Dev Patel raccoglie il testimone dove Pawar lo lascia, un compito tutt'altro che semplice, e consegna la sua interpretazione più matura e sfumata fino ad oggi. Nicole Kidman, nella parte della madre adottiva Sue, offre una performance scarna, priva di orpelli, che ricorda esattamente perché ha già vinto un Oscar. Il suo personaggio è una donna che ha scelto di adottare non per mancanza, ma per abbondanza di amore, e Kidman rende questa umanità con una semplicità disarmante.

Per la prima volta dai tempi di The Millionaire, altro film con Dev Patel candidato ai premi internazionali, una storia indiana torna al centro dell'attenzione globale per i riconoscimenti cinematografici. Ma le similitudini finiscono qui: mentre Slumdog era una favola contemporanea con elementi di finzione, Lion è pura, brutale realtà trasformata in cinema. Lion è un film sul significato di identità e famiglia. È la dimostrazione che puoi essere amato, avere una vita piena, opportunità che altri si sognano, eppure sentire comunque un vuoto che nessuno può colmare se non sai da dove vieni. È troppo emotivo, troppo straziante, troppo ben recitato e troppo importante per essere ignorato. Portate i fazzoletti, ne servirà più di uno.

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