Disclosure Day, spuntano nuovi spoiler del film sugli alieni di Spielberg (e non siete pronti a ciò che vedrete)
Nel nuovo teaser di Disclosure Day Spielberg rivela finalmente gli alieni: dita sottilissime attorno al viso di un bambino, nulla di simile a E.T.
Per mesi il marketing di Disclosure Day ha lavorato sull'assenza. Niente alieni visibili, niente spiegazioni sulla natura della minaccia, niente che tradisse quello che Steven Spielberg ha in mente per il terzo atto del film. Una strategia deliberata, confermata dallo stesso regista al CinemaCon di Las Vegas, dove ha dichiarato di aver tenuto fuori dall'intera campagna promozionale la parte finale della storia. Poi, il 22 aprile 2026, qualcosa è cambiato. Un nuovo spot da trenta secondi pubblicato sui canali social ufficiali del film ha infranto il silenzio nel modo più efficace possibile: al secondo 25, per una manciata di fotogrammi, appaiono le dita di una creatura. Sottilissime, allungate, che avvolgono lentamente il viso di un bambino. Non è E.T. Non è niente di quello che ci si aspettava.
Cosa mostra il nuovo teaser e perché cambia tutto
Il clip si intitola "Just the Two of Them" e nella maggior parte della sua durata si muove sullo stesso registro emotivo dei trailer precedenti: Emily Blunt e Josh O'Connor in quello che sembra un legame di dipendenza reciproca, lei con comportamenti sempre più inspiegabili, lui convinto di riuscire a interpretare i segnali che lei manda senza capirli del tutto. Poi arriva quella inquadratura. Una mano aliena, o qualcosa che assomiglia a una mano, con proporzioni che non appartengono a nessuna morfologia umana, stringe il volto di un bambino in modo che non ha nulla di rassicurante. Il gesto non è violento in senso esplicito, ma il modo in cui quelle dita si posizionano comunica qualcosa di profondamente perturbante: controllo, non contatto. Possesso, non incontro. Il web ha impiegato pochi minuti a esplodere, e la direzione dei commenti è stata unanime: quegli alieni non sono qui per fare amicizia.
Il confronto inevitabile: da E.T. ad A.I.
Chi ha visto abbastanza film di Spielberg ha riconosciuto immediatamente il riferimento visivo. Quelle dita lunghe e sottili ricordano le creature che compaiono nella sequenza finale di A.I. Artificial Intelligence, il film del 2001 che Spielberg aveva ereditato da Stanley Kubrick e concluso con una visione di esseri alieni, o post-umani, che abitano un futuro lontanissimo dal presente della storia. Non erano minacciosi in quel contesto, ma la loro morfologia aveva già quella qualità di alterità assoluta che toglie qualsiasi confort allo spettatore. Disclosure Day sembra riprendere quella stessa geometria corporea e portarla in un contesto radicalmente diverso: non la fine del mondo dopo millenni, ma il presente, la casa di qualcuno, il viso di un bambino. Il contrasto con E.T., con la sua dolcezza e la sua vocazione al meraviglioso, non potrebbe essere più netto. Spielberg ha già detto in passato di credere con convinzione nell'esistenza di vita extraterrestre, arrivando a teorizzare che i fenomeni aerei non identificati documentati negli ultimi anni possano essere noi stessi che viaggiamo indietro nel tempo dal futuro. Qualunque cosa abbia in mente per questo film, non ha l'aria di voler rassicurare nessuno.
La trama: tutto quello che sappiamo finora
Disclosure Day si costruisce attorno a una premessa che mescola il thriller di cospirazione con la fantascienza classica. Emily Blunt interpreta Margaret, una meteorologa che durante una diretta televisiva comincia a emettere segnali la cui origine non è terrestre. Quel momento la trasforma in un bersaglio: le autorità governative, guidate dal personaggio di Colin Firth, vogliono silenziare la notizia a qualunque costo, convinte che rivelare la verità causerebbe una destabilizzazione globale senza precedenti. Nel frattempo, Josh O'Connor è Daniel, un individuo che sostiene di essere in grado di interpretare i comportamenti sempre più erratici di Margaret e che crede di condividere con lei una connessione difficile da spiegare. Attorno a questi tre poli ruotano anche Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell e Henry Lloyd-Hughes, in ruoli ancora non completamente chiariti dalla campagna promozionale. La sceneggiatura è di David Koepp, collaboratore storico di Spielberg: ha scritto Jurassic Park, il suo sequel Il Mondo Perduto, La Guerra dei Mondi e Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo. Sa come costruire tensione su materiale di genere senza farlo diventare caricaturale.
Spielberg al CinemaCon: il terzo atto è top secret
La dichiarazione più significativa di questo ciclo promozionale è arrivata direttamente da Spielberg sul palco di Las Vegas. Il regista ha detto senza giri di parole che i trailer non spoilerano il film, perché ha deliberatamente tenuto fuori tutto quello che riguarda il terzo atto. "Tutto quello che vi serve per arrivare dall'inizio alla fine è una cintura di sicurezza", ha aggiunto, con quella capacità di alimentare le aspettative che in cinquant'anni di carriera non ha mai perso. La presentazione al CinemaCon includeva anche footage esclusivo mostrato solo agli esercenti, che si concentrava sulla costruzione del primo atto: l'episodio della diretta di Margaret, la reazione delle autorità, i primi segnali che qualcosa di molto più grande sia in corso. Quello che succede dopo, e soprattutto quello che rivela il finale, rimane custodito con una cura che in questo momento è piuttosto rara nell'industria cinematografica.
Il film che nessuno si aspettava da Spielberg adesso
C'è un contesto da non perdere di vista. Disclosure Day è il primo film di fantascienza di Spielberg dai tempi di Ready Player One nel 2018, e prima ancora bisogna tornare al 2005 con La Guerra dei Mondi per trovare un suo lavoro apertamente legato al tema degli alieni. Negli anni di mezzo si è dedicato quasi esclusivamente al cinema di qualità storica e biografica: Lincoln, Il Ponte delle Spie, The Post, West Side Story, The Fabelmans. Il ritorno alla fantascienza con una storia di extraterrestri che vivono nascosti tra gli esseri umani, distribuito da Universal e prodotto da Amblin Entertainment, è una scelta che cambia la conversazione attorno a un regista che qualcuno dava ormai stabilmente nel territorio del cinema d'autore con la A maiuscola. Quelle dita sottili attorno al viso di un bambino dicono qualcosa di preciso: Spielberg non è tornato per fare qualcosa di rassicurante. L'appuntamento è per il 12 giugno 2026, l'11 giugno in Italia.
Cosa aspettarsi adesso
Con sei settimane all'uscita, il film ha già generato un livello di attenzione che pochissime produzioni riescono a costruire senza aver rivelato quasi nulla di sostanziale. Il teaser con le dita aliene ha già moltiplicato le teorie dei fan, che si dividono tra chi ipotizza un'invasione classica tenuta nascosta dai governi, chi vede nella connessione tra Margaret e Daniel un elemento che trascende la semplice trama di cospirazione, e chi si interroga su cosa significhi esattamente quella mano attorno al viso del bambino. Spielberg sa esattamente quello che sta facendo. Lo sa da Jaws in poi, quando aveva capito che mostrare meno spaventa più di mostrare tutto. Disclosure Day ha già dimostrato di conoscere quella lezione a memoria. Adesso tocca aspettare giugno per scoprire se il terzo atto vale davvero una cintura di sicurezza.