Steven Spielberg compie 79 anni e ci regala il trailer del film che aspettavamo da 20 anni: Disclosure Day
Steven Spielberg compie gli anni e regala ai fan il trailer di Disclosure Day, il nuovo film sci-fi in uscita il prossimo giugno.
Steven Spielberg compie 79 anni e sceglie di festeggiare nel modo che gli riesce meglio: facendo parlare il cinema. Universal Pictures ha diffuso il primo trailer ufficiale di Disclosure Day, il film che segna il ritorno del regista visionario al tema che ha definito la sua carriera e l'immaginario collettivo di intere generazioni. Dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo del 1977, E.T. L'extra-terrestre del 1982 e La guerra dei mondi del 2005, Spielberg riapre il cassetto dei misteri extraterrestri. Ma questa volta senza dischi volanti luccicanti o battaglie apocalittiche.
Il trailer arriva discreto, quasi in punta di piedi, eppure basta a rimettere in circolo un entusiasmo che sembrava sopito. Perché Disclosure Day non assomiglia ai suoi predecessori? Non c'è traccia dello stupore infantile di E.T., né della minaccia planetaria de La guerra dei mondi. Questa volta Spielberg sceglie la via dell'enigma adulto, della tensione costruita per sottrazione. Poche immagini calibrate, dialoghi misurati, un senso di minaccia che cresce senza alzare la voce. È fantascienza che parla del presente, che usa l'ignoto per interrogare la verità, il segreto, la fiducia.
Il cast è di primo piano e racconta già molto delle ambizioni del progetto. Emily Blunt interpreta una meteorologa che, durante un normale bollettino meteo in diretta televisiva, viene improvvisamente sopraffatta da una forza misteriosa. La scena, visibile nel trailer, introduce l'idea di un evento globale inspiegabile che coinvolge l'intera umanità. Josh O'Connor veste i panni di un uomo determinato a rivelare al mondo la verità sull'esistenza di vita aliena. Accanto a loro, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell e Henry Lloyd-Hughes completano un ensemble che promette intensità drammatica oltre lo spettacolo visivo.
La sceneggiatura porta la firma di David Koepp, storico collaboratore di Spielberg. Insieme hanno costruito alcuni dei momenti più iconici del cinema commerciale degli ultimi trent'anni: Jurassic Park, Il mondo perduto, La guerra dei mondi, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Un sodalizio che ha sempre saputo unire intrattenimento e riflessione, spettacolo e sostanza. Koepp conosce il ritmo spielberghiano, sa dosare le rivelazioni, sa quando accelerare e quando lasciare respirare lo spettatore.
Nel montaggio del trailer compaiono cerchi nel grano, animali dal comportamento inquietante, inseguimenti in auto e immagini che suggeriscono una presenza aliena costante ma mai completamente svelata. Archivi chiusi in fretta, stanze illuminate al neon, sguardi che si interrompono a metà frase. Non ci sono astronavi che oscurano il cielo, né razze aliene dai tratti definiti. Spielberg sembra interessato meno allo spettacolo puro e più alle conseguenze, a ciò che accade quando una rivelazione scivola fuori controllo, quando la verità diventa un'arma a doppio taglio.
Il titolo stesso, Disclosure Day, suona come una data segnata in rosso sul calendario della storia. Un punto di non ritorno che il trailer si guarda bene dallo spiegare. Il termine "disclosure" rimanda al dibattito reale sulla divulgazione di informazioni governative riguardanti fenomeni aerei non identificati, un tema che negli ultimi anni è uscito dai confini della teoria del complotto per entrare nelle aule del Congresso americano. Spielberg sembra voler cavalcare questa onda di interesse rinnovato, ma con la sua inconfondibile capacità di trasformare l'attualità in narrazione universale.
La regia è riconoscibile fin dalle prime inquadrature. Quella capacità di accompagnare lo spettatore senza forzarlo, di costruire attesa invece di bruciare sorprese. Il montaggio è paziente, la colonna sonora, dosata con precisione chirurgica, lascia spazio ai silenzi che spesso in Spielberg dicono più delle parole. Non c'è fretta di mostrare tutto, non c'è ansia di stupire a ogni costo. C'è invece la maturità di un autore che ha plasmato i confini della Hollywood contemporanea e non ha più nulla da dimostrare.
Disclosure Day rappresenta il 37esimo film diretto da Spielberg dal suo esordio nel 1964 con Firelight, un dettaglio che crea una curiosa coincidenza: anche quel debutto, oggi parzialmente perduto, apparteneva al genere fantascientifico. Un cerchio che si chiude, o forse che si riapre, dopo una carriera che ha attraversato ogni genere possibile. I numeri restano impressionanti: i film diretti da Spielberg hanno superato complessivamente i 10 miliardi di dollari di incasso globale, pari a oltre 9,2 miliardi di euro. Le nomination agli Oscar superano quota 23, con tre statuette vinte, tra cui quelle per la miglior regia con Schindler's List e Salvate il soldato Ryan.
Il suo lavoro più recente, The Fabelmans uscito nel 2023, ha incassato circa 41 milioni di euro ed è stato candidato a sette premi Oscar, incluso quello per il miglior film. Un'opera intima e autobiografica che sembrava chiudere un capitolo. Invece Spielberg ha scelto di riaprire un altro cassetto, quello della fantascienza adulta, quella che non si accontenta di intrattenere ma vuole anche interrogare.
Disclosure Day arriverà nelle sale cinematografiche italiane l'11 giugno 2026, il 12 giugno in quelle americane. Nell'attesa dell'uscita, vale la pena riscoprire alcuni dei capolavori che hanno segnato la carriera spielberghiana nel campo della fantascienza e non solo. Lo squalo del 1975, che con tre premi Oscar tecnici e le musiche eterne di John Williams lanciò la carriera del regista come narratore per immagini potentissimo. E.T. L'extra-terrestre del 1982, con l'alieno indimenticabile creato da Carlo Rambaldi, che entrò nel cuore del pubblico e nell'immaginario collettivo diventando il maggiore incasso di sempre.
L'impero del sole del 1987, film profondamente personale ispirato dall'opera letteraria di James G. Ballard, con un giovanissimo Christian Bale in un ruolo che anticipava la sua futura grandezza. Salvate il soldato Ryan del 1998, che con la sequenza dello sbarco in Normandia riscrisse il modo di rappresentare la guerra al cinema, regalando a Spielberg il secondo Oscar come miglior regista. E Munich del 2005, thriller politico che affronta il terrorismo e la vendetta con una maturità narrativa rara.
Tutti questi film sono disponibili sulle principali piattaforme di streaming, da Netflix ad Amazon Prime Video, da Disney Plus a Rakuten TV. Un'occasione per prepararsi al nuovo capitolo, per ritrovare le tracce di un percorso autoriale che continua a evolversi senza perdere il senso dell'orientamento. Perché Spielberg è questo: un regista che cambia strada ma non dimentica mai da dove viene, che sperimenta senza rinnegare, che sorprende rimanendo fedele a sé stesso.