Dopo il successo altalenante di The Witcher, Netflix potrebbe aver trovato il sostituto perfetto
La serie Netflix che sostiruirà The Witcher. La serie animata sui Planeswalker promette un multiverso fantasy epico con creature e mondi unici.
Quando The Witcher debuttò su Netflix nel 2019, una delle sue armi vincenti fu la varietà di creature che popolavano il Continente. Mostri diversi, ognuno con il proprio fascino inquietante: dalla kikimora, creatura insettiforme delle paludi, al djinn impalpabile ma ipnotico. Quel formato quasi episodico, con Geralt di Rivia che affrontava un mostro diverso ogni settimana mentre si muoveva in una cospirazione più grande, creava un'immersione totale. Era fantasy puro, viscerale, con le radici ben piantate nel folklore slavo rivisitato da Andrzej Sapkowski.
Per chi non ha mai toccato un mazzo di carte collezionabili, Magic è un nome che risuona nel mondo del gaming da oltre trent'anni. Creato da Richard Garfield nel 1993, è riconosciuto come il primo gioco di carte collezionabili al mondo, un'innovazione che ha cambiato per sempre il modo di giocare. Il sistema è complesso ma affascinante: creature, incantesimi, artefatti, equipaggiamenti, terre e una valuta spirituale chiamata mana che determina quali mosse puoi compiere. È un universo stratificato dove ogni carta racconta una storia, ogni set di carte apre un portale verso un nuovo mondo.
E proprio qui sta il genio dell'operazione Netflix. Magic non è solo un gioco: è un multiverso narrativo che si è espanso per decenni, che ha accumulato lore, personaggi iconici e ambientazioni così diverse da coprire praticamente ogni sottogenere del fantasy. Ci sono draghi corazzati d'oro con statistiche impossibili, artefatti steampunk capaci di devastare interi campi di battaglia, creature horror che risorgono dai cimiteri. Ogni set di carte funziona quasi come un nuovo genere, mantenendo le fondamenta del fantasy epico ma permettendo contaminazioni continue.
La serie Netflix punterà sui Planeswalker, figure quasi divine capaci di attraversare dimensioni diverse. Sono i personaggi più potenti e complessi del gioco, ognuno con una backstory articolata, abilità uniche e un arco narrativo che spesso si intreccia con eventi catastrofici su scala multiversale. Funzioneranno come protagonisti oscuri e sfaccettati, perfetti per un pubblico che ha imparato ad amare antieroi come Geralt o personaggi moralmente ambigui.
Il rischio, certo, è l'ambizione stessa del progetto. Come si adatta un gioco di carte con decine di migliaia di elementi diversi? Come si connettono mondi così distinti senza creare una sensazione di frammentazione narrativa? La chiave sarà attraversare diversi piani dell'esistenza attingendo al lore specifico di ciascuno, creando una struttura coerente che rispetti la fedeltà all'originale senza sacrificare la chiarezza per chi non ha mai giocato.