Netflix, addio definitivo dopo quasi trent’anni: l’annuncio ufficiale ha spiazzato tutti
Reed Hastings lascia il board di Netflix a giugno 2026 dopo 29 anni: il titolo crolla del 9% e si chiude l'era del fondatore dello streaming globale.
L'annuncio è arrivato senza preavviso, incastonato tra le cifre di una trimestrale solida e i numeri di una crescita che non accenna a fermarsi. Reed Hastings, cofondatore di Netflix e presidente del consiglio di amministrazione, non si ricandiderà alla scadenza del mandato, prevista per l'assemblea degli azionisti di giugno 2026. Dopo 29 anni, l'uomo che ha trasformato un servizio di noleggio DVD per corrispondenza nel più grande servizio di streaming del pianeta chiude ogni legame operativo con la società che ha costruito. Manterrà il titolo onorario di Chairman Emeritus, senza alcun potere decisionale. Wall Street ha risposto con un crollo del titolo superiore al 9% nelle contrattazioni after-hours.
La lettera di addio e i ricordi di un'era
Hastings ha comunicato la sua decisione attraverso una lettera diffusa contestualmente ai risultati del primo trimestre. "Netflix ha cambiato la mia vita in tanti modi", ha scritto, prima di indicare il momento che considera il più significativo di quasi tre decenni: il gennaio 2016, quando la piattaforma venne resa disponibile in quasi tutto il mondo in un solo giorno. Ha aggiunto di voler dedicare il suo tempo alla filantropia e a nuovi progetti personali, a partire dalla stazione sciistica Powder Mountain nello Utah, acquisita nel 2023 poco dopo aver lasciato il ruolo di co-CEO. Lo scorso anno era entrato nel board di Anthropic, la società di intelligenza artificiale. Un percorso che segnala una scelta meditata, non improvvisa.
Dalla startup dei DVD all'impero globale
La storia di Netflix è, in larga misura, la storia di Hastings. Nel 1997 fondò la società insieme a Marc Randolph con un'idea semplice: noleggiare DVD per posta, evitando le code nei negozi fisici. Il vero salto arrivò circa dieci anni dopo, quando Netflix lanciò la sua piattaforma di streaming e cominciò a ridisegnare le abitudini televisive di miliardi di persone. Alla fine del gennaio 2026, la piattaforma contava oltre 325 milioni di abbonati paganti in tutto il mondo. Hastings aveva già compiuto il primo passo verso l'uscita nel gennaio 2023, lasciando la carica di co-CEO e passando alla presidenza del consiglio in un ruolo non esecutivo. L'addio di giugno è l'atto finale di una transizione iniziata tre anni fa.
I numeri del trimestre: tutto bene, tranne la guidance
Il paradosso della giornata è tutto nei numeri. I risultati del primo trimestre 2026 erano solidi: ricavi a 12,25 miliardi di dollari, in crescita del 16,2% su base annua, sopra le attese degli analisti. L'utile netto si è attestato a 5,28 miliardi di dollari, ampiamente oltre le previsioni, anche se la cifra include una voce straordinaria da circa 2,8 miliardi legata all'uscita dalla trattativa per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery. Senza quella componente, l'utile risulta inferiore alle stime. Ma a pesare sulla reazione dei mercati non sono stati i risultati passati: sono state le stime per il secondo trimestre, giudicate deboli rispetto al ritmo di espansione che gli investitori si aspettano dal leader mondiale dello streaming.
L'ombra di Warner Bros. e la nuova strategia
L'addio di Hastings arriva poche settimane dopo uno dei momenti più discussi nella storia recente di Netflix: il ritiro dalla corsa per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery, un'operazione multimiliardaria che avrebbe potuto ridefinire gli equilibri dell'intero settore media e che alla fine è stata conclusa da Skydance Media insieme a Paramount. Il CEO Ted Sarandos ha escluso qualsiasi legame tra questa vicenda e l'uscita del fondatore, precisando che Hastings aveva sostenuto attivamente quell'operazione. Ma il doppio colpo — mancata acquisizione e addio del fondatore — ha alimentato nei mercati l'impressione di un'azienda in cerca di una direzione. Netflix risponde puntando su monetizzazione del piano con pubblicità, contenuti live, video podcast, giochi e una disciplina ferrea sui costi.
Sarandos e Peters: la guida che resta
Con l'uscita di Hastings, le redini della società rimangono saldamente in mano a Ted Sarandos e Greg Peters, i due co-CEO che guidano Netflix dall'uscita del fondatore nel 2023. Sarandos ha commentato l'addio con parole che suonano come un passaggio di testimone consapevole: "Reed sarà sempre il fondatore di Netflix e il suo più grande sostenitore. Fa parte del nostro DNA." Peters ha aggiunto che il consiglio di amministrazione avvierà un processo per ridefinire la composizione del board nei prossimi mesi. La sostanza non cambia: Netflix resta il leader indiscusso dello streaming globale, con una base di abbonati e una capacità produttiva che nessun concorrente è ancora riuscito ad avvicinare. Ma l'era del fondatore è finita.