Edison, la "clausola Scorsese" che ha salvato il film dall'ingerenza di Harvey Weinstein
La storia e il caos produttivo dietro Edison - L'uomo che illuminò il mondo, il film di Alfonso Gomez-Rejon uscito a luglio in Italia
Noto ad Hollywood fino a qualche anno fa come Harvey mani di forbice alla luce delle sue disposizioni sui montaggi dei film da lui prodotti, Weinstein ha infatti provocato non pochi problemi ad Alfonso Gomez-Rejon.
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La storia produttiva del film è però stata molto turbolenta, come raccontato dal regista a Business Insider.
"C'è stato molto bullismo e intimidazione" ha commentato in riferimento a Weinstein che voleva rendere il personaggio di Thomas Edison "più simpatico" piuttosto che semplicemente umano: "Mi uccise perché voleva sterilizzare il film. Che guerra poteva esserci con entrambi i protagonisti simpatici?".
"Fu molto doloroso per me perché stavano recensendo il film come qualcosa di definitivo quando non era neanche lontanamente vicino all'essere ultimato".
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Gomez-Rejon la prese male, accettò il triste destino per il suo film e poi ci fu la scoperta: i suoi agenti trovarono nel suo contratto la "clausola Scorsese"; secondo la clausola, se il film non avesse avuto l'approvazione del regista, l'ultima parola sarebbe toccata a Martin Scorsese, produttore esecutivo.
Quando Scorsese apprese ciò che era accaduto al suo pupillo acconsentì a non dare il via libera al film a meno che Gomez-Rejon non fosse soddisfatto. Il regista tornò in sala montaggio, aggiunse e modificò scene fino ad arrivare alla versione che arriverà a giorni negli USA con il titolo The Current War - Director's Cut.
Gomez-Rejon convinse Cumberbatch, Middleton e Hoult a tornare sul set per un giorno e aggiunse perfino una scena ispirata alla sua esperienza con Weinstein. Nella sequenza, a Tesla vengono strappati via i brevetti da un uomo d'affari con cui aveva stretto un accordo.
"Una scena per dare forma a cosa si prova quando ti strappano via la voce, che è quello che mi è successo" ha dichiarato.
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