Everything Everywhere All at Once: il montatore racconta perché era "terrorizzato" nel lavorare alla scena finale
Il montatore di Everything Everywhere All at Once: racconta perché era "terrorizzato" nel lavorare alla scena finale
In un'intervista con The Hollywood Reporter, Paul Rogers, montatore di Everything Everywhere All at Once (LEGGI LA RECENSIONE) ha raccontato le sfide del suo lavoro, soffermandosi in particolare sulla scena finale. Non proseguite la lettura se non avete ancora visto il film e non volete incappare in SPOILER.
So che, guardando il girato, quella è stata una scena emotivamente molto difficile da girare per Stephanie e Michelle. Si sono sfogate ed è stato incredibilmente emozionante guardare il girato. Ho sentito un'enorme pressione per fare bene quello che ci avevano dato.
Il montatore riflette infatti sul fatto che a volte si possono guardare dei giornalieri potenti, ma poi "si perde qualcosa [nel film definitivo]. E io ero terrorizzato che ciò accadesse con questa scena". Così ha passato molto tempo non solo a tagliare, ma anche a ritoccare e riesaminare tutte le riprese, "solo per essere sicuro di aver fatto bene con quella scena". Questo passaggio è infatti molto importante, in quanto:
Sembrava una cosa davvero potente vederle prendere atto di ciò che l'altra persona stava provando e stava dicendo. Si vede Evelyn che finalmente vede sua figlia e si vede Joy che finalmente vede sua madre. Ho pensato che fosse una dichiarazione così potente per la fine del film.
Vi ricordiamo che Everything Everywhere All at Once ha recentemente ottenuto 11 nomination ai prossimi Oscar, tra cui quella per il miglior film, miglior regia (Daniels), la miglior attrice (Michelle Yeoh), il miglior attore non protagonista (Ke Huy Quan), la miglior attrice non protagonista (Jamie Lee Curtis e Stephanie Hsu) e proprio quella per miglior montaggio.
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FONTE: THR