Google investe 75 milioni nel film di Elden Ring: si parla di uso di intelligenza artificiale
Google investe 75 milioni nel film di Elden Ring per sviluppare strumenti AI cinematografici. Dettagli sulla partnership con A24 e l'uso dell'intelligenza artificiale.
Il mondo dei videogiochi e quello del cinema continuano a intrecciarsi in modi sempre più sorprendenti. L'ultima notizia che sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori riguarda il film di Elden Ring, l'attesissimo adattamento cinematografico del capolavoro RPG di FromSoftware che A24 porterà sul grande schermo nel 2028. Ma non è solo la pellicola in sé a catalizzare l'attenzione: è l'investimento da 75 milioni di dollari che Google ha deciso di mettere sul piatto per sviluppare strumenti di intelligenza artificiale destinati alla produzione cinematografica.
La notizia, rivelata in esclusiva dal Wall Street Journal, ha immediatamente scatenato reazioni contrastanti. Da un lato l'entusiasmo per un progetto ambizioso che vede collaborare un colosso tecnologico con uno degli studi indipendenti più visionari di Hollywood. Dall'altro, la preoccupazione di chi teme che l'intelligenza artificiale possa snaturare il processo creativo, trasformando opere d'arte in prodotti algoritmici privi di anima.
La partnership tra Google e A24 si estende su più anni e ha un obiettivo dichiarato: creare strumenti basati sull'intelligenza artificiale che possano ottimizzare sia la produzione che la distribuzione dei film. Il lavoro viene condotto attraverso Google DeepMind, il laboratorio di ricerca sull'AI del gigante di Mountain View. Tra i progetti pilota su cui verranno testati questi nuovi strumenti ci sono proprio il film di Elden Ring e l'altra grande trasposizione videoludica in cantiere per A24, quella di Death Stranding.
Quando si parla di AI nel cinema, la mente corre immediatamente agli strumenti generativi che hanno sollevato enormi polemiche nel settore dell'intrattenimento. Algoritmi che creano immagini, sostituiscono volti, generano scenari interi senza l'intervento di artisti umani. Tecnologie che molti vedono come una minaccia esistenziale per professionisti della computer grafica, concept artist e tutti coloro che lavorano dietro le quinte di una produzione cinematografica.
Qui entra in gioco una distinzione fondamentale. Secondo quanto dichiarato sia da Google che da A24, gli strumenti di intelligenza artificiale sviluppati nell'ambito di questa partnership non appartengono alla categoria dei generatori controversi. Non si tratta di software che sostituiscono il lavoro creativo degli esseri umani, ma di tecnologie pensate per migliorare i flussi di lavoro dietro le quinte. Uno degli esempi concreti riguarda un software capace di generare automaticamente storyboard, velocizzando la fase di pre-produzione.
Lo storyboard è uno strumento cruciale nel cinema, una sorta di fumetto del film che aiuta regista, direttore della fotografia e tutto il team tecnico a visualizzare in anticipo le inquadrature, i movimenti di camera, la composizione delle scene. Tradizionalmente richiede tempo e la collaborazione di artisti specializzati. Un software che possa accelerare questo processo, magari partendo da descrizioni testuali o da schizzi preliminari, potrebbe effettivamente liberare tempo prezioso per concentrarsi su aspetti più creativi.
L'accordo prevede anche una clausola importante: Google non può utilizzare i progetti di A24 per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Questa precisazione non è di poco conto. Uno dei timori maggiori legati all'AI generativa riguarda proprio l'uso di opere esistenti come materiale di addestramento senza il consenso dei creatori. In questo caso, il confine è chiaro: gli strumenti vengono sviluppati per assistere la produzione, ma il materiale creativo rimane protetto.
A24 ha tenuto a sottolineare che l'obiettivo della partnership è supportare i filmmaker, non sostituirli. Le decisioni creative principali continueranno a essere prese dai team umani. La tecnologia verrà messa a disposizione come uno strumento opzionale: chi vuole utilizzarla può farlo, chi preferisce i metodi tradizionali è libero di ignorarla. È un approccio che cerca di bilanciare innovazione e tutela del lavoro creativo.
Il film di Elden Ring si presenta come una produzione di altissimo profilo. Alla regia e alla sceneggiatura c'è Alex Garland, regista britannico che ha già dimostrato la sua capacità di gestire narrazioni complesse e visivamente spettacolari con film come Ex Machina e Annihilation. Il cast è stellare: Kit Connor, Cailee Spaeny, Ben Whishaw, Nick Offerman, Tom Burke, Havana Rose Liu, Sonoya Mizuno, Emma Laird, Peter Serafinowicz e Jonathan Pryce. A produrre c'è anche George R. R. Martin, che del resto ha contribuito alla creazione della mitologia del videogioco originale.
La storia si svolgerà nelle Terre di Mezzo, il mondo oscuro e affascinante di Elden Ring, e seguirà le conseguenze della distruzione dell'anello ancestrale. I frammenti dell'Elden Ring sono finiti nelle mani di semidei corrotti, mettendo a rischio l'intero regno. È una premessa che promette battaglie epiche, intrighi e quella particolare atmosfera dark fantasy che ha reso il videogioco un fenomeno culturale.