Finn Wolfhard, star di Stranger Things, rivela che, da ora in avanti, la sua priorità sarà la musica
Finn Wolfhard lascia la recitazione dopo Stranger Things per dedicarsi alla musica con The Aubreys. Scopri i dettagli sulla sua nuova carriera musicale.
di Alba Rossi
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Dopo quasi un decennio trascorso nei panni di Mike Wheeler in Stranger Things, Finn Wolfhard è pronto a voltare pagina. L'attore canadese, che ha conquistato il cuore di milioni di spettatori grazie alla serie Netflix, ha rivelato in un'intervista a Esquire che la sua priorità ora è la musica. Una scelta che segna una svolta significativa nella carriera di uno degli attori più riconoscibili della sua generazione.
The Aubreys non è un hobby recente per Wolfhard. La band alternative indie ha debuttato nel 2020 con il singolo Getting Better (otherwise), incluso nella colonna sonora di The Turning, film horror in cui l'attore ha recitato accanto a Mackenzie Davis e Brooklynn Prince. Nello stesso anno, il gruppo ha pubblicato il suo primo EP, Soda & Pie, seguito nel 2021 dall'album completo Karaoke Alone. Progetti che hanno dimostrato come la passione musicale di Wolfhard non sia un capriccio passeggero, ma un percorso artistico parallelo coltivato con serietà e dedizione.
Nonostante la scelta di concentrarsi sulla musica, Wolfhard non ha chiuso completamente le porte al mondo del cinema. Durante l'intervista a Esquire, ha accennato alla possibilità di tornare nel franchise di It, la saga horror che lo ha visto protagonista nei panni di Richie Tozier. Tuttavia, è stato volutamente vago sui dettagli: il suo coinvolgimento potrebbe spaziare da un ruolo significativo a un semplice cameo, o persino a una menzione del suo personaggio. Un modo elegante per lasciare la porta aperta senza impegnarsi concretamente.
Il percorso di Wolfhard dimostra come il talento possa manifestarsi in forme diverse. Se Mike Wheeler resterà probabilmente il suo ruolo più iconico, l'attore sembra determinato a costruire un'eredità artistica che vada oltre Stranger Things. La musica rappresenta per lui uno spazio di libertà creativa, lontano dalle aspettative del pubblico e dalle pressioni dell'industria cinematografica.
Fonte /
Esquire.com