Frankenstein, Guillermo Del Toro annuncia l'arrivo della versione estesa del film

Guillermo del Toro annuncia la versione estesa di Frankenstein con scene inedite. Tutti i dettagli sulla extended cut "all the stitches" in arrivo su Netflix.

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Guillermo del Toro ha una sorpresa per chi ha già divorato il suo Frankenstein su Netflix. Durante una proiezione del restauro in 4K di Cronos, il suo film d'esordio, al Sundance Film Festival, il regista messicano ha confermato l'arrivo di una versione estesa della sua acclamata rilettura del classico di Mary Shelley. E non si tratta di qualche scena aggiuntiva buttata lì per riempire: del Toro l'ha definita la versione "all the stitches", tutte le cuciture, un riferimento tanto letterale quanto poetico al corpo ricucito della creatura.

Secondo quanto riportato da chi era presente all'evento, il montaggio esteso è già completato. Del Toro non ha fornito una data precisa, ma ha assicurato che l'uscita è imminente. La notizia ha scatenato l'entusiasmo dei fan, che si chiedono quanto materiale sia stato lasciato fuori dalla versione cinematografica e streaming del film, già di per sé corposa con i suoi 149 minuti di durata.

La domanda che tutti si pongono è: dove vedremo questa extended cut? La risposta più logica sarebbe Netflix, considerando che la piattaforma ha co-prodotto e distribuito il film. Tuttavia, del Toro non ha confermato nulla di definitivo. Potrebbe trattarsi di un'esclusiva streaming multi-piattaforma, di una nuova uscita cinematografica limitata, o persino di un'edizione fisica in DVD e Blu-ray per i collezionisti. Quest'ultima ipotesi avrebbe un suo fascino particolare: un'edizione da scaffale per un film che è già un oggetto d'arte gotico e viscerale.



Il Frankenstein di del Toro non è una semplice trasposizione del romanzo ottocentesco. Il regista ha preso la storia di Victor Frankenstein e della sua creatura e l'ha plasmata secondo la sua sensibilità unica, quella che ha dato vita a capolavori come Il labirinto del fauno e La forma dell'acqua. Nel film, la creatura interpretata da Jacob Elordi non è il mostro assassino della tradizione popolare, ma un essere senziente e complesso che agisce principalmente per autodifesa, vittima delle scelte scellerate del suo creatore.

Una delle modifiche più significative riguarda proprio il finale. Mentre nel romanzo di Mary Shelley del 1818 Victor muore nel tentativo disperato di uccidere la sua creatura, e quest'ultima promette di togliersi la vita in un ultimo gesto di disperazione, del Toro sceglie una strada diversa. Nel suo adattamento, la creatura sceglie di perdonare Victor e di continuare a vivere. Prima di morire, lo scienziato si rivolge al mostro chiamandolo "figlio", un momento di redenzione che ribalta completamente il rapporto distruttivo tra creatore e creazione.

Questo cambio di prospettiva trasforma Frankenstein da storia horror gotica a tragedia umanista. Del Toro rende la creatura non solo comprensibile, ma profondamente empatica, capovolgendo secoli di rappresentazioni cinematografiche che l'hanno ridotta a semplice minaccia. È una scelta coerente con tutta la filmografia del regista, che ha sempre trovato umanità nei cosiddetti mostri e mostruosità negli esseri umani.

Frankenstein rappresenta uno dei progetti più personali di del Toro, un'ossessione che il regista coltivava da decenni. Vederlo tornare su quel materiale per offrire una versione ancora più completa è il regalo perfetto per chi crede nel suo cinema d'autore, viscerale e profondamente emotivo. La versione "all the stitches" promette di essere non solo più lunga, ma più definitiva, un'opera completa che mostrerà davvero tutto ciò che il visionario regista aveva in mente per questa storia immortale.

Fonte / Instagram.com
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