GI Joe: Paramount annuncia ben due nuovi film reboot in lavorazione
Paramount sviluppa due sceneggiature per G.I. Joe con Max Landis e Danny McBride. Strategia rischiosa tra polemiche e rilancio del franchise Hasbro.
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G.I. Joe sta per tornare sul grande schermo, ma non nel modo che ci si aspetterebbe. Paramount ha deciso di sviluppare contemporaneamente due sceneggiature separate per rilanciare il franchise basato sugli iconici action figure Hasbro, affidando i progetti a Max Landis e Danny McBride. Due voci creative radicalmente diverse, due visioni potenzialmente incompatibili, con l'obiettivo dichiarato di valutare entrambi gli approcci e, eventualmente, fondere gli elementi più convincenti in un unico film.
Danny McBride rappresenta l'esatto opposto in termini di traiettoria professionale e sensibilità autoriale. Reduce dal successo della serie HBO The Righteous Gemstones, che ha creato e interpretato, McBride ha dimostrato di saper maneggiare progetti di genere con il suo lavoro sul reboot della saga di Halloween insieme al regista David Gordon Green e allo sceneggiatore Jeff Fradley. Il trio ha incassato consensi e risultati al botteghino con quella trilogia horror, mentre il successivo tentativo di resuscitare The Exorcist si è rivelato meno fortunato.
Oggi Paramount, sotto la proprietà di David Ellison, sta riesaminando sistematicamente tutte le sue principali proprietà intellettuali. Forse in prospettiva del possibile imminente acquisto di Warner Bros. dopo il ritiro di Netflix. Nel calendario dei prossimi anni figurano nuovi capitoli di Sonic the Hedgehog, Teenage Mutant Ninja Turtles, Angry Birds, oltre a Scream 7, già uscito in sala, Scary Movie 6 previsto per giugno e Paw Patrol: The Dino Movie in arrivo a luglio. G.I. Joe si inserisce in questa più ampia strategia di rilancio e monetizzazione di IP consolidati, con l'aggiunta di un elemento sperimentale insolito: testare in parallelo toni e direzioni narrative opposte.
Vedremo se Paramount sceglierà di portare avanti un solo progetto, oppure se tenterà davvero di integrare elementi di entrambe le visioni in un unico script ibrido. Quest'ultima opzione comporta rischi evidenti: la fusione di stili autoriali incompatibili può generare incoerenza narrativa e toni discordanti. D'altra parte, potrebbe anche produrre qualcosa di inaspettatamente originale, capace di bilanciare azione militare realistica e sensibilità contemporanea con un tocco di ironia auto-consapevole.
Fonte /
THR