Grudge Match torna alla ribalta: dopo il flop al botteghino, il film con De Niro è ottavo su Paramount+

Grudge Match con De Niro e Stallone, flop al cinema nel 2013, conquista la Top 10 di Paramount+ nel 2026. La rivincita inaspettata di un film stroncato dalla critica.

Condividi

Ci sono film che nascono sotto una cattiva stella, destinati a essere ricordati come occasioni mancate, esperimenti falliti, sprechi di talento. Grudge Match sembrava proprio uno di questi. Nel 2013, quando arrivò nelle sale, fu accolto con un misto di perplessità e disappunto: la critica lo stroncò senza pietà, il pubblico si dimostrò tiepido, e il botteghino raccontò la storia di un flop annunciato. Eppure, tredici anni dopo, questo film che metteva faccia a faccia Robert De Niro e Sylvester Stallone sta vivendo una seconda vita inaspettata. Il 16 gennaio 2026, Grudge Match si è piazzato all'ottavo posto nella Top 10 dei film più visti su Paramount+ negli Stati Uniti, superando persino Paw Patrol: The Movie.

Come è possibile che un lungometraggio così maltrattato dalla critica e ignorato dal pubblico si trasformi in un fenomeno streaming dopo oltre un decennio? La risposta sta nell'evoluzione delle piattaforme digitali, nella nostalgia per le icone del cinema e in quella strana alchimia che rende certi titoli più appetibili quando vengono fruiti dal divano di casa piuttosto che nella solennità di una sala cinematografica.

Diretto da Peter Segal e scritto da Rodney Rothman e Tim Kelleher, Grudge Match racconta la storia di due pugili in pensione che, tre decenni dopo il loro ultimo incontro, vengono trascinati di nuovo sul ring per una rivincita definitiva. L'operazione era dichiaratamente meta-cinematografica: Stallone incarnava l'ombra di Rocky Balboa, il personaggio che lo ha reso immortale, mentre De Niro richiamava Jake La Motta, il protagonista di Toro Scatenato (1980) che gli valse l'Oscar. L'idea era quella di giocare con l'immaginario collettivo, di creare un incrocio surreale tra due universi paralleli del cinema pugilistico.

Grudge Match - Paramount+



Ma qualcosa non funzionò. La critica non perdonò quello che percepì come un tradimento delle icone del cinema. Rotten Tomatoes certificò un misero 31 percento di recensioni positive, mentre il pubblico, altrettanto scettico, assegnò al film un punteggio del 46 percento. Le parole usate dai recensori furono al vetriolo.

Al botteghino, il risultato fu altrettanto deludente. Con un budget di 40 milioni di dollari, Grudge Match riuscì a racimolare appena 45 milioni a livello mondiale. Tecnicamente non fu un disastro finanziario totale, ma considerando i costi di marketing e distribuzione, il film non generò profitti significativi. Fu archiviato come l'ennesima reunion di star che non aveva saputo trasformare il potenziale nostalgico in oro commerciale.

Eppure, eccoci qui nel 2026, a parlare di Grudge Match come di un successo. L'ottava posizione nella classifica di Paramount+ colloca il film sopra un titolo per famiglie come Paw Patrol: The Movie e sotto una serie di blockbuster recenti e classici, tra cui The Running Man del 2025, Roofman, Mission: Impossible – The Final Reckoning e l'immortale Top Gun: Maverick. Non è un risultato da record assoluto, ma rappresenta comunque una vittoria simbolica per un film che sembrava destinato all'oblio.

La rivincita di Grudge Match su Paramount+ pone una domanda più ampia: quanto conta il giudizio della critica nell'era dello streaming? E quanto, invece, la pura disponibilità di un contenuto su una piattaforma può ridefinirne il destino? Il cinema è sempre stato un'arte legata al contesto. Un film visto in sala, in un momento sbagliato della propria carriera o del ciclo culturale, può essere percepito in modo completamente diverso rispetto a quando viene riscoperto anni dopo, in un ambiente domestico, con aspettative azzerate.

Non sarà ricordato come un capolavoro, non entrerà negli annali della storia del cinema. Ma Grudge Match ha dimostrato che anche i film considerati fallimenti possono trovare un pubblico, a patto che qualcuno dia loro una seconda chance. E forse, in fondo, è proprio questo il messaggio del film stesso: non è mai troppo tardi per un ultimo round.

Continua a leggere su BadTaste