Guardiani della Galassia, Chris Pratt rivela il suo piano per Star-Lord: "La mia visione è incredibile"
Chris Pratt rivela di avere una visione per il futuro di Star-Lord senza James Gunn alla regia. L'attore è pronto a contribuire ai prossimi 10 anni del MCU.
di Alba Rossi
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Sono passati quasi tre anni dall'uscita di Guardiani della Galassia - Volume 3 e, da allora, Chris Pratt non ha più indossato i panni di Peter Quill, alias Star-Lord, nel Marvel Cinematic Universe. Nessuna apparizione confermata all'orizzonte, nessun annuncio ufficiale. Nel frattempo, James Gunn, l'architetto visionario della trilogia che ha trasformato un gruppo di disadattati spaziali in uno dei franchise più amati della Marvel, ha voltato pagina. Oggi è co-CEO dei DC Studios, impegnato a ricostruire un universo cinematografico rivale.
Recentemente, Pratt ha deciso di rompere il silenzio. Durante una chiacchierata nel podcast Happy Sad Confused, l'attore ha aperto una finestra sul suo futuro nell'universo Marvel e sul rapporto con il regista che ha definito la sua carriera da supereroe. Le sue parole mescolano nostalgia, pragmatismo e una buona dose di ambizione creativa.
Una dichiarazione che ha immediatamente acceso la curiosità. Che tipo di visione? Star-Lord che guida i nuovi Guardiani? Un crossover con altri eroi cosmici? Un film che esplora le radici terrestri di Quill dopo il finale emotivo di Vol. 3, che lo vedeva finalmente riunito con il nonno? Pratt non ha voluto entrare nei dettagli, ma ha chiarito di aver riflettuto a lungo sul futuro del personaggio. Quando gli è stato chiesto se avesse già presentato questa proposta ai vertici Marvel, ha risposto: "Sono pronto a contribuire in qualsiasi modo possano aiutarli a impostare i prossimi dieci anni di storytelling, e ho un'idea piuttosto forte di come penso di poter contribuire".
Dieci anni. Non è un orizzonte temporale buttato lì a caso. È lo stesso arco narrativo che ha portato il MCU dalla prima Iron Man a Endgame. Pratt sta pensando in grande, e questo suggerisce che la sua visione per Star-Lord non si limita a un cameo qua e là, ma a un ruolo strutturale nel futuro cosmico dell'universo Marvel. Ma cosa succede se i Guardiani tornano senza James Gunn? È possibile? È anche desiderabile?
È un'ammissione realistica. Gunn ha lasciato un'impronta indelebile sui Guardiani: il tono irriverente, la colonna sonora nostalgica, l'equilibrio perfetto tra commedia e malinconia, il cuore pulsante sotto le battute sarcastiche. Sostituirlo non sarà facile. Ma Pratt ha lavorato con altri registi nel MCU, in particolare con i fratelli Russo in Infinity War e Endgame, e sa che si può fare. Il suo Star-Lord ha funzionato anche in contesti diversi da quelli guidati da Gunn. La domanda è: quale visione registica potrebbe onorare l'eredità della trilogia originale senza limitarsi a imitarla?
Durante l'intervista, Pratt ha anche fatto un tuffo nel passato doloroso, riaprendo il capitolo del licenziamento di Gunn da parte di Marvel nel 2018, una vicenda che all'epoca scosse l'intero fandom e divise la comunità. Gunn fu rimosso dalla regia di Vol. 3 dopo che vecchi tweet controversi riemersero in una campagna orchestrata politicamente. La decisione della Disney fu rapida e brutale, ma un anno dopo, in una svolta quasi senza precedenti, Gunn fu reintegrato.
È un racconto che umanizza una vicenda spesso ridotta a headline sensazionalistiche. Pratt, spesso percepito come meno vocale rispetto al collega Dave Bautista (che all'epoca minacciò pubblicamente di abbandonare il franchise se Gunn non fosse tornato), ha lavorato dietro le quinte. Ma alla fine, Pratt attribuisce il merito della reintegrazione di Gunn alle persone giuste: "Il merito per il suo ritorno, penso, appartiene alla gente della Marvel. Penso che ci siano certe persone che fanno cose che le portano a essere cancellate, e poi si comportano in un modo che conferma direttamente quella scelta. Penso che James sia stato incredibilmente di classe per tutto il tempo. Se ne è assunto la responsabilità".
E alla fine, conclude Pratt, la decisione giusta è stata presa: "Ha riavuto quel lavoro perché è stato un errore lampante licenziarlo per quello". Oggi, con Gunn impegnato a costruire il nuovo DCU, già con progetti come Superman e Supergirl: Woman of Tomorrow in cantiere, la domanda su una possibile collaborazione futura si è spostata di universo. Pratt ha lasciato la porta aperta: "Mi piacerebbe lavorare di nuovo con lui". È una dichiarazione vaga, certo, ma in un'epoca in cui i cineasti saltano da una major all'altra e gli attori Marvel appaiono in progetti DC (e viceversa), nulla è impossibile. Magari un giorno vedremo Chris Pratt in un angolo del DCU di Gunn. Sarebbe, a suo modo, una chiusura del cerchio poetica.
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