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I creatori di Big Mouth tornano su Netflix con una nuova serie, ancora più audace e tragicomica (dal cast stellare)

Scopri la nuova serie animata Netflix su amore e rapporti tra animali. Cast stellare con Jason Mantzoukas, Sarah Silverman e molti altri.

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Dopo otto stagioni di ormoni impazziti, imbarazzo adolescenziale e quella dose di volgarità intelligente che ha reso Big Mouth un fenomeno culturale, Nick Kroll, Andrew Goldberg, Mark Levin e Jennifer Flackett hanno chiuso i cancelli della Bridgeton High School. Ma non per molto. I quattro creatori tornano su Netflix questo mese con una nuova serie animata destinata a far parlare di sé, e stavolta il palcoscenico non è più quello dei corridoi scolastici, ma quello della foresta. Benvenuti in Mating Season, dove l'età adulta, l'amore, il sesso e le relazioni vengono esplorati attraverso gli occhi di creature pelose, piumate e decisamente fuori dagli schemi.

Se Big Mouth aveva fatto della pubertà il suo campo di battaglia narrativo, Mating Season alza il tiro puntando dritto alle complessità dell'età adulta. Niente più mostri della vergogna o mostri degli ormoni: qui si parla di animali antropomorfi alle prese con gli eterni dilemmi dell'accoppiamento, della riproduzione e della sopravvivenza emotiva. Un passaggio naturale, verrebbe da dire, per chi ha già dimostrato di saper maneggiare temi intimi con una miscela unica di crudezza e tenerezza.

Il cast di voci che Kroll e soci hanno assemblato per dare vita a questo nuovo ecosistema narrativo è semplicemente impressionante. Nick Kroll stesso torna dietro al microfono per interpretare Ray, un procione con tutti i problemi esistenziali che ci si può aspettare da un animale notturno e opportunista. Al suo fianco troviamo June Diane Raphael nei panni di Fawn, un cervo dal nome fin troppo appropriato, Zach Woods come Josh, un orso che probabilmente avrà molto da dire sulla mascolinità moderna, e Sabrina Jalees che presta la voce a Penelope, una volpe scaltra quanto basta.

È una chiamata alle armi che ricorda da vicino la strategia adottata per Big Mouth, per cui ogni episodio sembrava portare una nuova star a interpretare personaggi improbabili: da Jean Smart a Paul Giamatti, da Zach Galifianakis a Kristen Wiig, passando per Cynthia Erivo. Nelle otto stagioni della serie, nessun ruolo era troppo strano o troppo piccolo per una celebrity. Parti intime antropomorfe, cuscini senzienti, fidanzate estive, fantasie sessuali: tutto era possibile. Con Mating Season, il principio resta lo stesso, ma il campo di gioco si espande. Qualsiasi creatura che popola la foresta può potenzialmente nascondere dietro di sé la voce di un nome famoso.

Un'anteprima esclusiva della serie conferma che l'umorismo sessualmente esplicito e surreale che ha reso Big Mouth così divisivo e amato al tempo stesso non è andato da nessuna parte. Anzi. Gli animali di Mating Season si lanciano in comportamenti selvaggi, strani e decisamente volgari nel tentativo di perpetuare le proprie specie, e il risultato promette di essere altrettanto spiazzante quanto ciò a cui i fan della serie precedente sono abituati.

Big Mouth aveva saputo usare il corpo grottesco dell'adolescenza come veicolo per parlare di identità, paura, desiderio, consenso. Mating Season sembra voler fare lo stesso con l'età adulta, un territorio forse ancora più scivoloso. Perché se è vero che tutti ricordiamo l'imbarazzo della pubertà, è altrettanto vero che le relazioni mature, con le loro aspettative, delusioni, compromessi e momenti di pura, irrazionale passione, sono un terreno ancora più fertile per la commedia tragicomica.

L'uso di animali come protagonisti permette ai creatori di esplorare dinamiche umane attraverso il filtro della natura, dove istinto e ragione si scontrano in modi che risultano insieme familiari e alienanti. È una tradizione che affonda le radici in Esopo e arriva fino a BoJack Horseman, passando per Zootropolis. Ma dove altre opere usavano gli animali per allegorie o satira sociale, Mating Season sembra più interessato a scavare nell'intimità, nella vulnerabilità, nella ridicola e meravigliosa assurdità del cercare connessione in un mondo che spesso sembra progettato per tenerci isolati.

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