FILM

"Il provino fu un gioco", il retroscena de La Vita è bella che lega ancora oggi Benigni e il piccolo Giosuè

A quasi trent'anni dall'uscita del capolavoro di Roberto Benigni, emergono curiosità e retroscena che raccontano quanto il film continui a vivere anche fuori dallo schermo. A partire dal legame speciale tra il regista e Giorgio Cantarini, il bambino che interpretò Giosuè

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Entrato nella storia del cinema mondiale, La vita è bella, diretto e interpretato da Roberto Benigni nel 1997, continua a far parlare di sé, e non solo perchè la pellicola continua a essere trasmessa in televisione, studiata nelle scuole e riscoperta da chi, anche dopo molti anni, si commuove davanti al sacrificio di Guido Orefice per salvare il figlio dagli orrori della deportazione nazista, ma anche perchè porta con sé un affetto reale tra i suoi protagonisti. Dietro uno dei film italiani più premiati di sempre si nascondono storie poco conosciute. Una delle più emozionanti riguarda Giorgio Cantarini, il bambino che interpretò Giosuè e che, a distanza di quasi trent'anni, mantiene ancora un rapporto speciale con Roberto Benigni.

Ambientato tra la fine degli anni Trenta e la Seconda guerra mondiale, La vita è bella racconta la storia di Guido Orefice, un uomo ebreo dal carattere allegro e fantasioso che si innamora della maestra Dora. Dopo aver conquistato la donna con ironia e leggerezza, i due costruiscono una famiglia insieme al piccolo Giosuè. L'arrivo delle leggi razziali e la deportazione nei campi di concentramento cambiano però il destino dei protagonisti. Per evitare che il figlio venga travolto dall'orrore del lager, Guido inventa un gioco: ogni sacrificio, ogni prova e ogni regola diventano parte di una gara immaginaria il cui premio finale sarebbe un vero carro armato.

È proprio questa straordinaria capacità di trasformare la tragedia in un racconto di amore paterno a rendere il film unico nella storia del cinema. Quando iniziarono le riprese, Giorgio Cantarini aveva appena cinque anni. Nessuno avrebbe immaginato che quel bambino sarebbe diventato uno dei volti più celebri del cinema italiano. Lo stesso attore ha raccontato in un'intervista rilasciata qualche anno fa a Il Messaggero, che la sua partecipazione nacque quasi per caso: "I miei genitori mi portarono al provino senza ambizioni, avevano letto su un giornale che Roberto Benigni stava preparando un nuovo film e cercava un bimbo di un certo tipo. Siccome la descrizione mi assomigliava, decisero di andare. Ma così, per gioco, per provare una cosa nuova. Solo che alla fine mi presero. Ero sveglio, intelligente, e ovviamente inconsapevole."

Roberto Benigni e Giorgio Cantarini in una scena de La Vita è bella - Fonte: Cecchi Gori Group

Quello che sembrava un semplice tentativo si trasformò invece nell'occasione destinata a cambiargli la vita. Cantarini ha ammesso di ricordare poco di quel provino, anche perché era troppo piccolo per comprendere l'importanza di ciò che stava accadendo. Eppure quella esperienza continua ancora oggi a rappresentare una parte fondamentale della sua identità. Per molti ex attori bambini il ruolo che li rende famosi può diventare quasi un peso. Non è così per Giorgio Cantarini.

L'attore ha raccontato di non voler prendere le distanze da Giosuè, perché considera quel personaggio parte della propria storia personale e professionale. Anzi, prova un profondo orgoglio nell'essere ricordato per un film che continua a emozionare milioni di spettatori in tutto il mondo. Ogni volta che rivede La vita è bella, confessa di commuoversi. Sa di aver partecipato, pur inconsapevolmente, a qualcosa di molto più grande di lui: un'opera destinata a diventare immortale.

Tra i retroscena più teneri legati al film c'è sicuramente quello che riguarda il rapporto tra Roberto Benigni e Giorgio Cantarini. Contrariamente a quanto spesso accade tra registi e giovani interpreti, il loro legame non si è concluso con la fine delle riprese. Ancora oggi i due si sentono regolarmente, si scrivono per raccontarsi le rispettive novità e, quando necessario, Cantarini chiede consiglio a Benigni. L'attore ha raccontato che tra loro è rimasto un affetto sincero nato durante la lavorazione del film e mai venuto meno nel corso degli anni.

"Con Benigni ci scriviamo ancora per raccontarci le novità. A volte gli ho chiesto consigli. Ci vogliamo bene, e questa cosa non finisce. Il nostro film possiede una potenza enorme che non si consuma mai".

Dopo il successo ottenuto con La vita è bella, Giorgio Cantarini tornò davanti alla macchina da presa interpretando il figlio del protagonista ne Il gladiatore, accanto a Russell Crowe. Negli anni successivi ha scelto di costruire la propria carriera con discrezione, dedicandosi sia al teatro sia al cinema. Pochi sanno che il progetto iniziale immaginato da Roberto Benigni aveva un'impostazione completamente diversa.

Dopo i successi delle sue commedie precedenti, il regista pensava infatti a un nuovo film prevalentemente comico. Solo durante la fase di scrittura il soggetto cambiò profondamente, trasformandosi nell'opera che tutti conoscono. Anche il titolo subì diverse modifiche. In un primo momento si pensò a Buongiorno Principessa, la celebre frase che Guido ripete a Dora, prima di arrivare alla scelta definitiva di La vita è bella, un titolo che richiama la volontà del protagonista di continuare a cercare la luce anche nel momento più oscuro della storia.

Per affrontare un tema delicato come la Shoah, Benigni, che presto ritornerà in Tv, si avvalse inoltre della consulenza di storici e di sopravvissuti ai campi di sterminio, così da trattare l'argomento con il massimo rispetto pur mantenendo il linguaggio poetico scelto dal film. Il successo della pellicola fu straordinario fin dalla sua uscita. In Italia incassò cifre record e conquistò pubblico e critica, mentre all'estero divenne uno dei film italiani più amati di sempre.

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