FILM

Intrappolati in un incubo senza uscita: su Prime Video, il film che ha terrorizzato Cannes

Analisi del thriller con Jesse Eisenberg e Imogen Poots. Trama e dove vedere in streaming questo film che inquieta.

Condividi

C'è qualcosa di profondamente disturbante nell'idea di non poter tornare a casa. O peggio: di essere intrappolati proprio in quella che dovrebbe essere la tua casa. Vivarium, il film del 2019 diretto dal regista irlandese Lorcan Finnegan disponibile su Prime Video, gioca esattamente su questa paura primordiale, trasformando il sogno della prima abitazione in un incubo claustrofobico senza via d'uscita. Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Cinema di Cannes 2019, questo thriller fantascientifico ha diviso critica e pubblico, ma ha lasciato un segno indelebile in chiunque l'abbia visto. Non è un film che si dimentica facilmente, anche quando vorresti farlo. Gemma e Tom, interpretati rispettivamente da Imogen Poots e Jesse Eisenberg, sono una giovane coppia in cerca di un nido d'amore. Come tanti millennial alle prese con il mercato immobiliare, si affidano a un agente che promette la soluzione perfetta.

Martin, una figura dall'aspetto stranamente artificiale interpretata da Jonathan Aris, li conduce nel complesso residenziale di Yonder, un quartiere di villette identiche che sembrano uscite da un catalogo Ikea dell'orrore. La casa al civico 9 è perfetta. Troppo perfetta. Mentre Gemma e Tom la visitano, muovendosi tra stanze anonime e impersonali, Martin scompare. Semplicemente evapora, insieme alla sua auto. E qui inizia il vero incubo: ogni tentativo di lasciare il quartiere li riporta esattamente al punto di partenza, davanti all'odiato civico 9. Girano in tondo per ore, consumano tutto il carburante, ma il labirinto suburbano non ha uscita. Poi arriva la scatola. Al suo interno, un neonato. Il messaggio è chiaro e agghiacciante: se alleverete il bambino, sarete liberi. Altrimenti resterete prigionieri per sempre.

Ma questo non è un bambino normale. Cresce a una velocità innaturale, compiendo anni nel giro di pochi mesi. Imita le voci degli adulti con una perfezione meccanica, emette grida stridenti che sembrano provenire da un'altra dimensione, osserva la coppia con occhi privi di calore umano. È una creatura aliena sotto sembianze infantili, e Gemma e Tom ne sono terrorizzati tanto quanto ne sono responsabili. Il film, scritto da Garret Shanley insieme allo stesso Finnegan, funziona come una metafora spietata della vita adulta contemporanea. La trappola suburbana di Yonder rappresenta la gabbia dorata delle aspettative sociali: comprare casa, mettere su famiglia, crescere figli. Quello che dovrebbe essere il coronamento di un sogno diventa una prigione esistenziale dove l'individualità viene cancellata dalla ripetizione meccanica.

Jesse Eisenberg porta sullo schermo la sua caratteristica energia nervosa, perfetta per un personaggio che scivola lentamente nella disperazione. Tom inizia a scavare una buca nel giardino, un'attività ossessiva e priva di senso che diventa il suo unico appiglio alla sanità mentale. Imogen Poots restituisce invece tutta l'angoscia di Gemma, combattuta tra l'istinto materno verso la creatura e il disgusto per ciò che rappresenta. Vivarium dura 97 minuti che sembrano dilatarsi come il tempo percepito dai protagonisti. È un film che non concede respiro, che ti tiene incollato allo schermo con un senso di crescente oppressione.

Finnegan non spiega cosa sia realmente Yonder, chi controlli questo esperimento crudele o quale sia lo scopo ultimo. E forse è proprio questo il punto: siamo tutti intrappolati in vivarium di vario tipo, gabbie che ci siamo costruiti o che ci sono state imposte, e l'unica certezza è che il ciclo continuerà, con nuove cavie al posto di quelle consumate.

Continua a leggere su BadTaste