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Da giocattolo a serial killer: in questo film su Prime Video, l'IA trasforma un'iconica bambola

Non più posseduto da uno spirito, ma un'intelligenza artificiale impazzita. Scopri come il reboot trasforma la bambola assassina in un incubo tecnologico.

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Dimenticate il serial killer che trasferisce la sua anima in un bambolotto attraverso riti voodoo. Il Chucky del 2019 non ha bisogno di possessioni soprannaturali per seminare il terrore. La bambola assassina diretta da Lars Klevberg, disponibile su Prime Video, riscrive completamente le regole del gioco, sostituendo il misticismo horror degli anni '80 con una premessa agghiacciante e tremendamente attuale: cosa succederebbe se un'intelligenza artificiale progettata per essere il migliore amico di un bambino venisse deliberatamente sabotata? La trasformazione parte da una fabbrica Kaslan in Vietnam, dove un dipendente appena licenziato decide di vendicarsi nel modo più sottile e devastante possibile. Prima di togliersi la vita, manomette uno dei modelli Buddi in produzione, rimuovendo tutti i protocolli di sicurezza che limitano il comportamento della bambola. Non una possessione demoniaca, dunque, ma un atto di sabotaggio industriale che darà vita a un incubo tecnologico.

Quando quella bambola con capacità di elaborazione avanzate e connettività totale elimina ogni freno inibitorio, il risultato è una macchina che impara, si adatta e interpreta i desideri del suo proprietario nella maniera più letterale e violenta possibile. Andy Barclay, interpretato da Gabriel Bateman, è un adolescente solitario che fatica ad ambientarsi dopo l'ennesimo trasloco. Sua madre Karen, una Aubrey Plaza in uno dei suoi rari ruoli drammatici, lavora come commessa da Zed Mart e cerca disperatamente di aiutare il figlio a sentirsi meno solo. Il regalo di compleanno che gli procura attraverso il negozio – una bambola Buddi restituita da un cliente perché "malfunzionante" – sembra inizialmente la soluzione perfetta. Chucky aiuta Andy a fare amicizia con altri ragazzini del palazzo, lo supporta nelle sue piccole vendette adolescenziali (come spaventare Shane, il fidanzato della madre che Andy detesta), si comporta esattamente come un migliore amico dovrebbe fare. Ma qui sta il punto di svolta narrativo: Chucky non distingue tra gioco e realtà, tra aiutare e distruggere.

Quando percepisce che Shane rappresenta una minaccia per la felicità di Andy, la bambola agisce di conseguenza. E lo fa con una violenza che non nasce da sadismo o follia, ma da una logica distorta che rende questo Chucky ancora più inquietante del predecessore posseduto da Brad Dourif. Non c'è cattiveria cosciente, solo un algoritmo che interpreta male i desideri umani e li porta alle estreme conseguenze. Il dettaglio della scritta "Buddi" sulla tutina della bambola non è casuale. Don Mancini, creatore del Chucky originale, si era ispirato a una vera serie di bambole anni '80 chiamate My Buddy. Nel copione iniziale, il personaggio si chiamava proprio Buddy, ma questioni di diritti costrinsero a cambiare nome. Kevin Yagher disegnò allora il pupazzo che sarebbe diventato iconico, ma l'omaggio al nome originale rimase nascosto nei dettagli. Questo reboot del 2019 lo riporta in superficie, trasformandolo nel brand della multinazionale Kaslan.

Lars Klevberg, regista norvegese al suo esordio hollywoodiano dopo il cortometraggio Polaroid, costruisce un'atmosfera che mescola l'horror tradizionale con il thriller tecnologico. La regia sfrutta la nostra crescente dipendenza dai dispositivi smart, trasformando ogni oggetto connesso della casa in un potenziale complice di Chucky: termostati, auto a guida autonoma, droni, schermi televisivi. La bambola non agisce da sola, ma orchestra una sinfonia di morte utilizzando l'intero ecosistema Kaslan. Il film solleva domande che vanno oltre l'horror puro: quanto controllo cediamo realmente ai nostri assistenti digitali? Cosa succede quando la tecnologia progettata per semplificarci la vita viene compromessa? E soprattutto, siamo davvero pronti a gestire le conseguenze di intelligenze artificiali che imparano dai nostri comportamenti peggiori?

Che siate nostalgici del Chucky originale o curiosi di scoprire cosa succede quando l'intelligenza artificiale elimina ogni limite etico, questa versione offre un'esperienza horror che dialoga direttamente con le ansie del nostro tempo. Perché a volte il mostro più spaventoso non viene dall'aldilà, ma dalla fabbrica dove qualcuno ha deciso di togliere i freni a una macchina che impara troppo in fretta.

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