Se sei un fan di Stephen King, su Prime Video c'è il cult di Brian De Palma che devi vedere
Analisi del capolavoro horror con Sissy Spacek che rivoluzionò il genere con la sua vendetta telecinetica.
C'è un momento, nella storia del cinema horror, in cui tutto cambia. Un istante preciso in cui il genere smette di essere solo mostri e coltelli per diventare qualcosa di più complesso, più umano, più devastante. Quel momento si chiama Carrie - Lo sguardo di Satana (disponibile su Prime Video), e porta la firma di Brian De Palma. Siamo nel 1976, e quello che appare sullo schermo non è solo un film: è uno specchio spietato puntato sulle crudeltà quotidiane, sul fanatismo religioso, sulla rabbia repressa che tutti portiamo dentro. La storia è quella di Carrie White, interpretata da una straordinaria Sissy Spacek che per questo ruolo ricevette una nomination all'Oscar. Carrie è un'adolescente che vive una doppia prigionia: a scuola è vittima di bullismo sistematico da parte delle compagne, a casa è ostaggio di una madre ossessionata dalla religione che trasforma ogni aspetto della vita in peccato.
Il film di De Palma, tratto dal primo romanzo pubblicato da Stephen King nel 1974, è costruito come una bomba a orologeria narrativa. Per buona parte della durata assistiamo all'umiliazione quotidiana di Carrie, alla sua impossibilità di integrarsi, al tentativo disperato di essere normale. Quando Sue Snell, una delle ragazze che l'hanno tormentata e che prova rimorso per le proprie azioni, convince il suo ragazzo Tommy Ross a invitare Carrie al ballo di fine anno, sembra che qualcosa possa cambiare. C'è un momento di speranza, fragile come un castello di carte. Ma De Palma sa bene che il cinema horror vive di attese e di esplosioni. E l'esplosione, quando arriva, è apocalittica. Durante il ballo, dove Carrie vive forse l'unico momento di felicità della sua esistenza, viene orchestrato ai suoi danni uno scherzo crudele: Chris Hargenson e il suo ragazzo Billy Nolan versano sulla ragazza un secchio di sangue di maiale davanti a tutti.
È l'umiliazione suprema, quella che non lascia vie di fuga. E Carrie, finalmente, smette di subire. La sequenza della vendetta è diventata un pezzo di storia del cinema. De Palma utilizza uno split screen vertiginoso, rallentamenti, un montaggio febbrile che trasforma la palestra della scuola in un inferno dantesco. Carrie scatena i suoi poteri e semina morte e distruzione: porte che si chiudono da sole, fiamme che divampano, corpi che volano. Non è solo una scena di vendetta soprannaturale: è la liberazione di anni di rabbia compressa, l'esplosione di una violenza che la società stessa ha alimentato con ogni singola umiliazione. Quello che rende Carrie - Lo sguardo di Satana un film ancora oggi potente non è solo la componente horror, che pure funziona perfettamente. È la sua capacità di parlare di temi universali e dolorosamente attuali: il bullismo, il fanatismo religioso, l'emarginazione sociale, la difficoltà di essere diversi in una società che non tollera le differenze.