ITASA non sta preparando nessuna difesa né tornerà il sito di prima dopo la segnalazione FAPAV
Dopo la segnalazione FAPAV la community di ITASA non medita linee di difesa ma pensa a come reinventarsi
Puntuale è arrivato qualche giorno dopo il comunicato della FAPAV, la Federazione Antipirateria Audiovisiva che raccontava quanto avvenuto come “un episodio di collaborazione efficace tra titolari dei diritti e piattaforme online nella lotta alla pirateria audiovisiva” aggiungendo: “Italiansubs in accordo con FAPAV cessa la traduzione e diffusione illegale di sottotitoli protette da diritto d’autore”. Più avanti nel comunicato diffuso alla stampa è specificato: “Gli amministratori del sito e della community, come da loro stessi comunicato tramite la piattaforma e i social network, hanno convenuto pertanto di cessare l’attività”.
Abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di FAPAV di utilizzi impropri e illeciti di materiale protetto da copyright per il quale non disponevamo delle dovute autorizzazioni. Trattandosi di una questione seria e non sapendo come muoverci ci siamo rivolti a un avvocato per una consulenza [...] A seguito della consulenza abbiamo ritenuto opportuno rimuovere i sottotitoli dal sito, non disponendo delle dovute autorizzazioni per pubblicarli.
Alla domanda se si trovino al momento in una fase di preparazione di un’azione legale per difendersi e continuare la propria attività (qualora ve ne fossero i margini legali) la risposta è stata:
Non ci sarà alcuna battaglia legale e non stiamo lavorando ad alcuna forma di difesa.
Su cosa sarà Italiansubs non posso ancora rispondere. In questi giorni ci stiamo riorganizzando per tornare, sicuramente senza sottotitoli, ma è ancora troppo presto per dire come ci reinventeremo.
tutorgirl ci ha tenuto inoltre a una precisazione riguardo i soldi che hanno chiesto dalla home page:
Infine alla domanda su come mai secondo loro proprio ora, dopo più di un decennio di attività, dopo aver superato il picco massimo di notorietà e diffusione dei propri sottotitoli, sia arrivata un’azione da parte dell’antipirateria la risposta è stata:
Sul perché si facciano vivi ora non ti so davvero dire e non abbiamo una supposizione "collettiva". Immagino che ognuno di noi si sia fatto un'idea, ma trattandosi - appunto - di supposizioni, non vedo la ragione di rilasciare una dichiarazione a riguardo.
Credevo e ancora credo che la nostra attività non sia affine alla pirateria, tanto è vero che mi dispiace che molte testate abbiano avvicinato la nostra notizia a quella della chiusura di siti di streaming.