James Van Der Beek e lo Studio Ghibli: il ruolo dell'attore in un film animato da riscoprire

James Van Der Beek ha doppiato Pazu in Laputa - Castello nel cielo dello Studio Ghibli. Il contributo dell'attore di Dawson's Creek all'anime di Miyazaki.

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Quando si pensa a James Van Der Beek, la mente corre istantaneamente a Dawson Leery, il protagonista sensibile e sognatore di Dawson's Creek che ha definito un'epoca televisiva tra la fine degli anni Novanta e l'inizio dei Duemila. Pochi sanno però che l'attore americano, recentemente scomparso all'età di 48 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro, ha prestato la sua voce a uno dei capolavori più iconici dell'animazione giapponese: Laputa - Il castello nel cielo, primo film ufficiale dello Studio Ghibli.

Laputa - Il castello nel cielo vide la luce nel 1986 per la regia di Hayao Miyazaki, maestro indiscusso dell'animazione mondiale. Sebbene molti considerino Nausicaä della Valle del vento come il debutto dello Studio Ghibli, tecnicamente quel film fu prodotto da Topcraft. Fu proprio l'enorme successo di Nausicaä a spingere alla fondazione ufficiale dello Studio Ghibli, con Laputa come primo progetto sotto il nuovo marchio.

La storia segue le avventure di Sheeta, una ragazza che precipita letteralmente dal cielo portando con sé un amuleto prezioso e misterioso. Salvata da Pazu, un giovane minatore orfano con il sogno di dimostrare l'esistenza di Laputa, la leggendaria città volante che suo padre aveva avvistato anni prima, Sheeta scoprirà gradualmente i segreti della propria eredità e il legame con l'isola fluttuante. Un'avventura che mescola tecnologia steampunk, elementi fantasy e quella sensibilità poetica che caratterizza ogni opera di Miyazaki.

Laputa - Il castello nel cielo - Studio Ghibli



Il doppiaggio inglese del film fu completato da Disney nel 1998, anche se la distribuzione vera e propria avvenne solo nel 2003. In quegli anni Van Der Beek era all'apice della popolarità grazie a Dawson's Creek, e la sua scelta per interpretare Pazu si rivelò azzeccatissima. Al suo fianco, un cast stellare: Anna Paquin, futura star della saga degli X-Men, prestò la voce a Sheeta, mentre leggende come Cloris Leachman e Mark Hamill completarono un ensemble di prim'ordine.

L'interpretazione di Van Der Beek cattura perfettamente l'essenza di Pazu: giovane, energico, idealista ma mai sopra le righe. C'è una sincerità disarmante nel modo in cui l'attore dà vita al personaggio, trasmettendo l'eroismo ingenuo di un ragazzo che crede fermamente nei propri sogni senza scivolare mai nella recitazione eccessiva o nel tono teatrale che avrebbe potuto rovinare l'equilibrio delicato del film. La sua voce comunica determinazione e vulnerabilità in egual misura, qualità che rispecchiano perfettamente il Pazu immaginato da Miyazaki.

Il risultato è un doppiaggio che resiste alla prova del tempo, capace di introdurre nuove generazioni al mondo magico di Miyazaki senza tradirne la visione. Van Der Beek contribuì significativamente a questo successo, dimostrando versatilità artistica in un medium completamente diverso dalla recitazione tradizionale. Il voice acting richiede infatti competenze specifiche: senza l'ausilio del linguaggio corporeo, l'attore deve trasmettere ogni emozione esclusivamente attraverso le modulazioni vocali, sincronizzandosi perfettamente con l'animazione pre-esistente.

Per chi conosceva Van Der Beek esclusivamente attraverso i suoi ruoli televisivi e cinematografici più noti, questa incursione nell'animazione giapponese rappresenta una piacevole scoperta. Per i fan dello Studio Ghibli che non avessero mai prestato attenzione ai crediti del doppiaggio inglese, riscoprire oggi questo contributo aggiunge una dimensione ulteriore all'eredità di un attore che ci ha lasciati troppo presto.

Fonte / ScreenRant.com
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