Killing Eve: Jodie Comer parla di Villanelle e del futuro della serie
La parola a Jodie Comer, protagonista della serie Killing Eve, che ha dato qualche indizio sulla seconda stagione e parlato del suo ambiguo personaggio
"Ciò che amavo degli omicidi," dice Comer, incontrata dal Guardian durante le riprese della seconda stagione della serie, "erano le loro modalità impensabili. Non è mai "qualcuno viene pugnalato". C'era sempre qualcosa di creativo. [Villanelle] si nutre di quello che fa, si preoccupa di quello che fa, quindi aveva senso per me che si preoccupasse di ogni dettaglio." Quelli da lei compiuti sono, infatti, gli omicidi di uno psicopatico: una forcina decorata negli occhi, una molletta usata per tagliare una gola, un quadro barocco di corpi disposti nel più breve tempo possibile.
L'attrice britannica ha avuto il suo primo ingaggio professionale quando aveva solo 12 anni, quando ha ottenuto una parte in un programma radiofonico. "Direi che sono stata sullo schermo da quando avevo circa 14 anni. Ho iniziato a lavorare allora. Ma sono diventata un vero interprete quando avevo circa 17 anni: è allora che le cose hanno iniziato a crescere. Se vedessi qualcuna delle mie performance di allora, vorrei darmi un pugno in faccia".
La sua carriera, da allora, è stata altalenante, anche se Comer sottolinea come la percezione esterna sia ben diversa. "Le persone hanno l'impressione che tu lavori tutto l'anno, perché i lavori escono uno dopo l'altro in televisione", dice. "Non si rendono conto che è stato girato un anno e mezzo fa e sei stato disoccupato da allora." Il ruolo della svolta, per lei, fu quello di Kate Parks in Doctor Foster; una parte che sembrava creata per lei. Sotto la sua patina di beltà e giovinezza, il personaggio nascondeva una natura manipolativa e autoritaria. La straordinaria energia di questo spettacolo deriva, come in Killing Eve, dalla chimica tra Suranne Jones - l'omonimo dottore del titolo - e Comer.
Villanelle era poco più che una caricatura? Era davvero esagerata? Comer andò contro il suo istinto per creare il suo ritratto di quest'assassina su commissione. "Ho sempre avuto l'impressione che, per recitare bene, tutto dovesse essere minimo, veramente sussurrato, less is more", dice. "Quello che ho imparato interpretando Villanelle è che c'è un tipo di recitazione che può essere così piena di vita e audace da risultare ridicola. C'era qualcosa di molto liberatorio nel recitare così."
Comer non manca di sottolineare la matrice profondamente femminile di Killing Eve. "Se guardi altre serie tv, c'è sempre un rapporto maschio-femmina; assassino maschio, detective femmina", dice Comer. "È strano come, se metti due donne in quei ruoli, la narrazione cambi. È qualcosa che non abbiamo mai visto prima e c'è qualcosa di affascinante in questo. Perché le donne sono molto in sintonia con le loro emozioni". Mentre la serie si sviluppa, è il rapporto tra Eve e Villanelle - con la sua intensità intellettuale - a caratterizzarla in modo unico. "Le due donne sono ugualmente affascinate e, in un certo senso, spaventate l'una dall'altra. C'è una certa differenza di età tra loro, si avvicinano a vicenda con vera cautela, a volte. Penso che questa situazione sia probabilmente una fonte di domande per Eve, in primis. Tutti pensano di avere un maggiore controllo della situazione rispetto a lei."
Non resta che aspettare il debutto della seconda stagione di Killing Eve, atteso per la primavera del 2019.
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