La serie di Harry Potter darà molto più spazio a questi 10 personaggi "sacrificati" nei film
La serie HBO di Harry Potter in arrivo a dicembre 2026 promette di restituire profondità a personaggi che nei film erano stati compressi o ridotti a funzioni narrative: da Ginny Weasley a Draco Malfoy, da Neville Paciock a Petunia Dursley.
Quando nel dicembre 2026 la serie HBO di Harry Potter debutterà su Max, il primo metro di giudizio non sarà solo come saranno Dominic McLaughlin, Alastair Stout e Arabella Stanton nei panni di Harry, Ron e Hermione. Sarà quello che la serialità potrà fare per tutti gli altri. Otto anni di film, otto romanzi compressissimi in tempi cinematografici: il risultato è che una lista considerevole di personaggi ha vissuto nei film come un'ombra di quello che era nei libri, ridotta a funzione narrativa, a comparsa, a comparsa di lusso. La promessa della serie, già confermata dallo stesso Lox Pratt, il giovane interprete di Draco Malfoy, è precisa: "Offrirà una prospettiva molto più ampia rispetto ai libri e ai film. Vedremo gli insegnanti nelle loro stanze, vedremo Draco a casa." Ecco i dieci personaggi che hanno più da guadagnare.
Ginny Weasley: la ragazza che i film non hanno mai mostrato davvero
Il caso più clamoroso è il più noto. Ginny Weasley nei film è rimasta schiacciata da una scrittura che ne ha azzerato personalità, ironia e peso narrativo. Nei romanzi, Ginny cresce in modo visibile e coerente: da bambina intimidita dalla fama di Harry a personaggio con una propria voce, coraggiosa, spigolosa, ottima giocatrice di Quidditch, capace di stare da sola in una scena senza appoggiarsi agli altri. Il suo rapporto con Harry nei libri è costruito su anni di interazione prima della storia romantica: nei film quel percorso non esiste, e la conseguenza è che la loro relazione sentimentale risulta inspiegabile. La serie ha l'occasione di ricostruire tutto dall'inizio.
Hermione Granger: restituirle i difetti
Hermione è il personaggio che i film hanno amato di più, e spesso troppo. Nei film è brillantissima, lucidissima, quasi sempre infallibile, con un carisma che occupa ogni scena. Nei romanzi ha anche rigidità insopportabili, ostinazioni, idealismo che la porta a errori seri — la Società per la Promozione del Benessere degli Elfi Domestici, il modo in cui tratta a volte Ron, la sua tendenza a considerarsi in automatico più competente degli altri. Restituirle quei difetti non ne riduce il carisma: la rende più vera, più umana, più riconoscibile.
Draco Malfoy: un villain con una storia familiare
Draco Malfoy nei film è quasi sempre il bullo sprezzante, senza reale spessore psicologico fino agli ultimi capitoli. Nei romanzi, il lettore percepisce molto prima la pressione familiare che lo plasma: il padre Lucius, le aspettative, la paura di deludere, il momento in cui tutto si incrina. La serie ha già dichiarato di voler mostrare Draco a casa, con Johnny Flynn nel ruolo di Lucius Malfoy. È la scelta narrativa più potente che si possa fare: trasformare il villain di servizio in un ragazzo intrappolato in qualcosa più grande di lui.
Neville Paciock: da spalla comica a vero eroe
Neville Paciock nei film è una fonte di umorismo involontario nelle prime metà della saga, poi un personaggio di supporto dignitoso nelle ultime. Nei libri è qualcosa di più preciso: un bambino traumatizzato dai genitori ridotti a vegetare da Bellatrix Lestrange, cresciuto sotto il peso di una profezia che avrebbe potuto riguardare lui invece di Harry, e capace di un coraggio che ha radici psicologiche molto più profonde di quelle che i film hanno avuto tempo di mostrare. Il suo arco narrativo è tra i più riusciti dell'intera saga, e la serie può fargligli giustizia.
Petunia Dursley: la sorella che i film non hanno mai spiegato
Nei film Petunia Dursley è la zia cattiva, punto. Nei libri c'è una backstory che i film non hanno mai davvero esplorato: il rapporto con la sorella Lily, la gelosia per i poteri di quest'ultima, la lettera a Silente in cui da bambina chiedeva di poter frequentare Hogwarts, il momento — nell'ultimo romanzo — in cui quasi dice qualcosa di importante a Harry prima di sparire dalla sua vita. È uno dei personaggi più tristi dell'intera saga, e la serie può farlo emergere.
Nick Quasi Senza Testa e gli altri fantasmi di Hogwarts
Nick Quasi Senza Testa appare brevemente in più film, ma i libri gli dedicano un momento davvero notevole: la celebrazione del cinquecentenario della sua morte, il suo dolore per non essere riuscito ad accedere alla Caccia ai Senza Testa per una questione tecnica di decapitazione incompleta, e la conversazione profonda con Harry sul significato della morte. Sono dettagli che sembrano minori ma che costruiscono Hogwarts come luogo vivo, abitato da storie reali. La serie ha spazio per includerli.
Percy Weasley: il tradimento in famiglia
Percy Weasley nei film scompare praticamente dal quarto capitolo in poi, senza che la sua storia con la famiglia venga mai sviluppata. Nei romanzi la sua ribellione contro i Weasley, il suo schierarsi col Ministero della Magia contro il padre, e il suo ritorno tardivo nel momento più critico sono materiale narrativo importante su cosa significhi essere convinti di fare la cosa giusta quando tutti ti dicono il contrario. Una serie con il respiro adeguato può dargli il peso che merita.
Lupin e il suo rapporto con i Malandrini
Remus Lupin nei film è un ottimo professore con un segreto e poi un membro della resistenza. Nei libri il suo rapporto con Moony, Codastorta, Zampalarga e Berlicche è esplorato con una profondità che il terzo film, pur essendo forse il migliore della saga cinematografica, ha necessariamente tagliato. La complessità del personaggio — la vergogna per la propria condizione di lupo mannaro, il modo in cui quella vergogna si riflette sulle sue scelte di vita — merita una trattazione più lenta.
Tom Riddle: le origini del Male
Lord Voldemort nei film è il villain assoluto, quasi privo di una storia personale fino al sesto capitolo. Nei romanzi Tom Riddle emerge molto prima e con più dettaglio: l'orfanotrofio, la natura dei suoi poteri, la costruzione metodica della propria leggenda. Il giovane Riddle è uno dei personaggi più affascinanti dell'intera saga proprio perché è comprensibile nella sua progressione, e la serie ha sette anni di tempo per costruirlo come si deve.
Cornelius Caramell: il ministro che ha scelto l'ignoranza
Cornelius Caramell nei film è un personaggio di contorno, poco più di un ostacolo burocratico. Nei romanzi è qualcosa di più: un politico credibile nella sua incapacità di accettare la realtà, convinto che ignorare il problema faccia sparire il problema, capace di azioni vigliacche che hanno conseguenze reali. In un'epoca in cui quella tipologia di leadership è particolarmente riconoscibile, dargli più spazio avrebbe un senso narrativo preciso.