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L'atmosfera dei classici di Spielberg e di Stranger Things, in questo film imperdibile per i fan dello sci-fi

The Vast of Night su Prime Video: il film sci-fi del 1950 con il 92% su Rotten Tomatoes che nessuno conosce. Un gioiello nascosto da scoprire assolutamente.

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Sette anni dopo la sua uscita su Prime Video, L'immensità della notte continua a essere ignorato dal grande pubblico nonostante un impressionante 92% su Rotten Tomatoes. Un paradosso che merita di essere risolto, perché questo film rappresenta la perfetta sintesi tra l'atmosfera nostalgica di Stranger Things e il mistero cosmico dei classici di Steven Spielberg.

Diretto da Andrew Patterson, L'immensità della notte ci trasporta nella New Mexico degli anni Cinquanta, un'epoca in cui le frequenze radio erano ancora territori inesplorati e il cielo notturno nascondeva segreti che l'umanità stava appena cominciando a intercettare. La trama prende liberamente ispirazione da episodi reali mai spiegati, come l'incidente UFO di Kecksburg e le misteriose sparizioni di Foss Lake. Non si tratta di fantascienza pura, ma di quella zona grigia dove il documentario incontra l'incubo, dove il reale si fonde con l'impossibile.

I protagonisti sono Fay Crocker, giovane centralinista interpretata da Sierra McCormick, e Everett Sloan, disc jockey radiofonico con la faccia di Jake Horowitz. Una notte come tante, durante una partita di basket che ha svuotato la cittadina, i due intercettano una frequenza audio anomala. Da quel momento, gli 89 minuti del film diventano una corsa contro il tempo e contro l'ignoto, una caccia al mistero che si dipana attraverso centralini telefonici, registratori a bobina e il sibilo inquietante delle onde radio.

Il sound design è il vero protagonista invisibile di quest'opera. Patterson sa che il cervello umano ha più paura di ciò che non vede che di ciò che gli viene mostrato. C'è una sequenza brillante in cui lo schermo diventa completamente nero e restiamo in ascolto di una frequenza statica disturbante. Nessuna immagine, solo suono e immaginazione. È terrificante proprio perché lascia a noi il compito di visualizzare l'orrore. Pochi registi oggi hanno il coraggio di fidarsi così tanto del pubblico.

Il film si presenta come un episodio di uno show antologico immaginario chiamato "Paradox Theater", un omaggio esplicito a Ai confini della realtà. Questa cornice narrativa ci ricorda che stiamo entrando in una dimensione dove le regole della realtà possono essere sovvertite, dove il piccolo può contenere l'infinito e una cittadina sperduta può diventare il centro di un evento cosmico.

Con un budget limitato che molti film mainstream spenderebbero solo in catering, Patterson dimostra che la creatività batte sempre i milioni di dollari in effetti speciali. Le inquadrature sono lunghe, quasi ipnotiche. La camera segue i personaggi in piani sequenza che ti risucchiano dentro lo schermo, trasformandoti in un detective da poltrona che cerca indizi insieme a Fay ed Everett. Le transizioni visive sono fluide e oniriche, accompagnate da dialoghi serrati che non annoiano mai perché ogni battuta è un tassello del puzzle.

L'immensità della notte è disponibile su Prime Video dal 2020, eppure continua a essere uno dei segreti meglio custoditi del catalogo. È semplicemente lì, in attesa che qualcuno lo scopra. E chi lo scopre, tendenzialmente, diventa un suo evangelista, perché l'esperienza che offre è troppo preziosa per essere tenuta per sé.

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