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The Boys chiude i battenti: la conta delle vittime e le considerazioni di Eric Kripke sul finale divisivo

The Boys finisce dopo 5 stagioni. Le considerazioni di Eric Kripke sul finale che divide i fan e sul futuro degli altri progetti.

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Il sipario cala definitivamente su The Boys. Mercoledì 20 maggio 2026 è arrivato su Prime Video l'episodio finale della serie che ha ridefinito il genere supereroistico, trasformandolo in una satira feroce, violenta e irriverente del potere, della celebrità e della politica americana. Cinque stagioni che hanno accompagnato milioni di spettatori attraverso un viaggio sempre più estremo, culminato in un finale destinato a far discutere.

A Los Angeles, presso il United Theater on Broadway, il cast e il team creativo si sono riuniti martedì sera per celebrare insieme la conclusione di questa avventura. Eric Kripke, showrunner e mente dietro l'adattamento dell'opera di Garth Ennis, era circondato da volti ormai familiari: Chace Crawford, Erin Moriarty, Laz Alonso, Karen Fukuhara, Jensen Ackles e Daveed Diggs. Assenti invece i protagonisti Karl Urban, Jack Quaid e Antony Starr, che non hanno potuto partecipare all'evento.

Sul red carpet, Kripke ha parlato delle sue aspettative riguardo alla reazione del pubblico. Dopo aver affrontato un'ondata di critiche online per tutta la quinta stagione, il creatore si è detto preparato alla polarizzazione: "Voglio che tutti lo amino, non è divertente andare online e trovare migliaia di commenti consecutivi che dicono 'Fai schifo, fai schifo, fai schifo', ma ho fatto pace con il fatto che sarà polarizzante come tutto il resto". Parole che testimoniano quanto la pressione dei social media pesi oggi sulle scelte creative, anche per chi ha dimostrato di non temere le controversie.

The Boys - Prime Video

Kripke ha anche condiviso una riflessione ricevuta da un collega showrunner che gli è particolarmente piaciuta: "Il tuo lavoro è ottenere una reazione emotiva dalle persone, non esattamente quale sia quella reazione". Una filosofia che sintetizza perfettamente l'approccio di The Boys, serie che non ha mai cercato il consenso facile ma ha sempre puntato a provocare, scuotere, far riflettere. "Quindi se le persone lo amano, se lo odiano, finché provano emozioni allora ho fatto il mio lavoro", ha concluso.

Il finale, come ormai è noto, porta con sé conseguenze definitive per alcuni dei personaggi principali. Patriota, Billy Butcher e Abisso escono di scena in modi che hanno già fatto discutere chi ha avuto accesso agli episodi in anteprima. Scelte narrative audaci che Kripke aveva pianificato, almeno in parte, fin dall'episodio pilota: alcuni archi narrativi erano già tracciati nella sua mente da allora.

Ma l'universo di The Boys non si chiude completamente. Jensen Ackles, interprete di Soldatino, sarà infatti il protagonista di Vought Rising, la serie prequel in arrivo il prossimo anno che esplorerà le origini della Vought International e dei primi supereroi. Nel frattempo è in sviluppo anche The Boys: Mexico, spin-off che amplierà ulteriormente questo mondo distopico.

The Boys - Prime Video

Kripke ha anche espresso il desiderio di dare un seguito ai personaggi di Gen V, lo spin-off universitario cancellato dopo due stagioni. "Mi piacerebbe trovare dei posti per i ragazzi di Gen V perché la loro storia non è ancora finita e sento che abbiamo lasciato del potenziale inespresso con loro", ha dichiarato. "Con The Boys, e che regalo è stato, penso che abbiamo raccontato la loro storia quindi voglio concentrarmi sui personaggi che hanno ancora un po' di benzina nel serbatoio".

The Boys ha sempre camminato sul filo del rasoio tra satira intelligente e provocazione gratuita, tra violenza splatter e critica sociale, mantenendo un equilibrio precario ma efficace. Ora resta da vedere come il pubblico accoglierà questo addio. I fan più fedeli hanno già invaso i social con teorie, reazioni a caldo e dibattiti accesi.

Kripke lo sa e si è blindato, consapevole che qualunque scelta narrativa in un finale così atteso sarebbe stata divisiva. Al netto delle considerazioni, si dovrà ammettere che la scommessa fosse impegnativa: concludere una storia che per cinque anni ha tenuto incollati allo schermo milioni di spettatori, offrendo un senso di chiusura senza tradire lo spirito anarchico e nichilista che ha reso The Boys unica nel panorama seriale.

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