Mamma ho perso l'aereo incontra John Wick, nella trilogia Netflix che mescola adrenalina e follia creativa
Scopri la trilogia action Netflix in cui una tredicenne diventa più letale di John Wick. Lulu Wilson in un revenge thriller con Kevin James e Seann William Scott villain.
Nel panorama saturo dei thriller d'azione, dove ogni anno compaiono decine di film con protagonisti muscolosi e veterani delle forze speciali, esiste una piccola saga che ha deciso di riscrivere le regole del genere. Si intitola Becky, e la sua protagonista è una ragazzina di tredici anni che trasforma il dolore della perdita in una furia omicida spietata. I primi due capitoli della trilogia sono approdati su Netflix proprio in questi giorni, in perfetto tempismo per prepararsi all'arrivo del terzo e conclusivo episodio, The Last Temptation of Becky, atteso per quest'anno. Chi cerca qualcosa di diverso dal solito action, qualcosa che mescoli l'adrenalina pura con una dose di follia creativa, ha trovato il suo prossimo binge-watching.
Il primo film, Becky del 2020, presenta Lulu Wilson nel ruolo della protagonista, una tredicenne devastata dalla morte della madre e in guerra emotiva con il padre Jeff, interpretato da Joel McHale. La rabbia adolescenziale è già al culmine quando Jeff decide di portarla nel rifugio di famiglia per presentarle la nuova fidanzata. Becky, prevedibilmente, scappa nei boschi con il suo cane Diego. Ma quello che doveva essere un weekend difficile si trasforma in un incubo quando un gruppo di neonazisti evasi dal carcere, guidati da Dominick, irrompe nella casa. Cercano una chiave nascosta nei boschi e sono convinti che Becky l'abbia trovata.
Quello che questi criminali non sanno, e scopriranno sulla propria pelle, è che hanno preso di mira la persona sbagliata. Becky è capace di trasformare il bosco e la casa in un campo minato di trappole mortali. Il risultato è un incrocio improbabile tra Mamma ho perso l'aereo e un survival adulto alla John Wick, in cui le trappole non fanno ridere, ma sono davvero letali. La chiave del personaggio di Dominick merita una menzione speciale. A interpretarlo c'è Kevin James, l'attore comico amato dal pubblico per serie come Il re delle regine e film leggeri come Una notte al museo. Vederlo trasformato in un criminale nazista coperto di tatuaggi carichi d'odio è uno shock visivo e narrativo che sposta l'equilibrio del film.
Il secondo capitolo, The Wrath of Becky del 2023, cambia registro ma mantiene l'intensità. Tre anni dopo gli eventi del primo film, Becky vive fuori dalla società, nascosta, cercando una pace impossibile. Ma quando un gruppo di insurrezionisti di estrema destra, guidati dal fanatico Darryl, le ruba Diego durante uno scontro casuale, la ragazza torna in modalità guerra totale. Questa volta non si difende, ma attacca. Trova il rifugio del gruppo e scatena un assedio personale per salvare il suo cane e impedire un attentato contro un senatore.
Anche qui, il villain è interpretato da un attore comico fuori comfort zone. Seann William Scott, conosciuto da tutti come Stifler della saga American Pie, veste i panni di Darryl, un estremista cupo, privo di umorismo, pericolosamente ideologico. Scott cancella ogni traccia del suo passato da mattatore adolescente per creare un personaggio che incarna il fanatismo moderno, quello che vede Becky non come una minaccia ma come una distrazione fastidiosa.
Lulu Wilson, che ha interpretato Becky in entrambi i film all'età effettiva del personaggio, è il motore narrativo della trilogia. È una vera teenager che porta sullo schermo tutta la fragilità e la ferocia contraddittoria di quell'età. La sua performance crea un legame diretto tra il lutto irrisolto, la rabbia incontrollabile e la capacità di diventare una killer spietata. Nel secondo film, Becky è cresciuta. Quando Darryl, coperto di sangue, le dice che il loro scontro "è stato divertente finché è durato", lei sorride con calma, il volto sporco di rosso, e risponde: "Non è ancora finita". È un momento che cristallizza la trasformazione, da vittima a predatore, da ragazzina spaventata a sopravvissuta che sceglie ogni sua mossa.
La trilogia di Becky è un esperimento riuscito di sovversione del genere action. Prende le convenzioni del revenge thriller, del survival horror e del film d'azione puro e le mescola con un elemento destabilizzante, ovvero una protagonista che non dovrebbe essere lì. Una tredicenne non dovrebbe essere capace di pianificare omicidi elaborati, eppure Becky lo fa. È questo paradosso a rendere la saga così efficace: costringe lo spettatore a sospendere l'incredulità e ad accettare una realtà in cui la rabbia adolescenziale, se canalizzata, diventa l'arma più letale di tutte.